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Weekly Economic Outlook: i tassi governativi tedeschi risultano poco mossi sulla parte breve della curva

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• Economia reale: negli Usa, la bilancia commerciale migliora leggermente a settembre, con un disavanzo che scende a $43,1 Mld da 44,9 Mld. Inaspettatamente in calo nella scorsa settimana le nuove richieste di disoccupazione, che si …

Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena


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…attestano a 390.000 unità contro le 400.000 precedenti, mentre il dato preliminare di novembre sulla fiducia rilevata dall’università del Michigan sale a 64,2 da 60,9. In area Euro, risultano in decisa flessione le vendite al dettaglio di settembre (-1,5% a/a). In Germania, la lettura finale del CPI di ottobre conferma un’inflazione al 2,5% a/a dal 2,6% di settembre. Migliora la bilancia commerciale a settembre, con un avanzo che si porta a 17,4 Mld € da 11,8 Mld, mentre, sempre nello stesso mese, frena decisamente la produzione industriale, che registra un +5,4% a/a da +8,4% (-2,7% il dato congiunturale). In Italia, negativa la produzione industriale di settembre, che arretra del 2,7% a/a dal +4,7% di agosto, principalmente a causa del calo della componente manifatturiera.

• Tassi di interesse: negli Usa tassi di mercato in leggerissimo rialzo, con lo spread 2-10 che si porta a 183 pb da 181. In area Euro, i tassi governativi tedeschi risultano poco mossi sulla parte breve della curva, mentre salgono su quella a lunga, con spread 2-10 intorno ai 149 pb da 142. Sul monetario l’Euribor a 3 mesi fissa venerdì all’1,462% dall’1,488% della scorsa settimana.

• Valute: l’euro si è mostrato debole nei confronti delle controparti, complice l’acuirsi della crisi del debito, recuperando però parte delle perdite, soprattutto contro $, nelle ultime due sedute. Lo yen torna a rafforzarsi vs dollaro dopo l’intervento della scorsa settimana del governo nipponico. Da segnalare che la BoE ha mantenuto invariato il tasso di riferimento allo 0,5%;

• Materie prime: settimana volatile per le commodity, sulla scia dell’andamento dei listini azionari. Spicca il forte rialzo del comparto energetico (ad eccezione del gas), in ribasso gli agricoli, e gli industriali. L’oro avvicina i 1800 dollari
l’oncia.

• Borse: dopo un inizio di settimana in rosso, i listini, ad eccezione di quelli asiatici, chiudono in progresso grazie al recupero intervenuto nelle ultime due sedute. Bene i settori utilities, finanziario ed energetico.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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