La Française AM – Inflazione ai massimi storici. La BCE non ha altra scelta che garantire la stabilità dei prezzi a medio termine
A cura di François Rimeu, Senior Strategist, La Française AM
La Banca centrale europea (BCE) terrà la sua conferenza stampa trimestrale il prossimo 9 giugno. La presidente Lagarde ha creato consenso per un approccio graduale alla normalizzazione delle politiche. Il Comitato aggiornerà le sue proiezioni macroeconomiche con una sostanziale pressione sull’inflazione e una revisione delle prospettive di crescita.
Qui di seguito quello che ci aspettiamo accada:
Come preannunciato da Christine Lagarde, a causa dell’intensificarsi delle pressioni inflazionistiche, la BCE dovrebbe annunciare la fine del programma di acquisto di asset (APP) nel corso della riunione del Consiglio Direttivo di giugno e un primo rialzo del tasso di deposito (-0,50%) nella riunione di luglio. Le tre condizioni per un rialzo dei tassi sono raggiunte. E’ possibile, inoltre, che la Lagarde preannunci l’uscita dai tassi negativi entro settembre.
La Presidente Lagarde dovrebbe sottolineare che il ritmo dell’inasprimento delle politiche dipenderà dai dati (domanda interna, inflazione sottostante e condizioni finanziarie). Riteniamo che il Consiglio direttivo non escluderà rialzi di 50 punti base (bps) per muoversi rapidamente né un aumento significativo del tasso di deposito al di sopra della soglia neutrale (1%-2%), dato che l’aumento dell’inflazione minaccia di disancorare le sue aspettative.
Per quanto riguarda il quantitative tightening, la Presidente Lagarde molto probabilmente ribadirà che è prematuro. L’aumento dei tassi di interesse è il principale strumento di politica monetaria in questa fase. Riteniamo tuttavia che la riduzione delle dimensioni del bilancio sarà oggetto di dibattito in futuro, in particolare dopo l’annuncio del rimborso delle operazioni TLTRO (targeted longer-term refinancing operations) a metà giugno.
La presidente Lagarde dovrebbe infine ribadire che la banca centrale potrebbe agire rapidamente per mettere in campo nuovi strumenti per prevenire la frammentazione del mercato che potrebbe essere innescata da un inasprimento dell’orientamento monetario. Tuttavia, gli spread attuali non giustificano ancora un annuncio. Non crediamo che il Consiglio direttivo lancerà un nuovo programma di acquisto di obbligazioni senza compensare gli acquisti con un’equivalente quantità di moneta in circolazione. Lagarde ribadirà l’importanza della flessibilità nel processo di normalizzazione.
Sul fronte economico, ci aspettiamo che le proiezioni della BCE sull’inflazione vengano riviste significativamente al rialzo nel 2022 (dal 5,1% al 6,9%) e moderatamente nel 2023 (dal 2,1% al 2,3%). L’inflazione scenderebbe quindi verso l’obiettivo del 2% alla fine dell’orizzonte di previsione, ma con un elevato livello di incertezza. Per quanto riguarda la crescita, le proiezioni dovrebbero indicare valori più bassi nel 2022 (dal 3,7% al 2,8%) e nel 2023 (dal 2,8% al 2,5%). Non è da escludere una recessione tecnica nei prossimi trimestri. Per il 2024, la revisione al rialzo sarà marginale, dall’1,6% all’1,7%.
In sintesi, per la BCE è fondamentale mantenere la credibilità difendendo il proprio obiettivo in materia di inflazione da un’inflazione troppo elevata. Anche se gli annunci del Consiglio direttivo di giugno non saranno una sorpresa, data la comunicazione proattiva della BCE, riteniamo che i rischi siano di tipo “falco” (ad esempio, possibilità di rialzi dei tassi di 50 punti base nelle prossime riunioni, spinta dei tassi in territorio restrittivo, prime discussioni sull’inasprimento quantitativo). Pertanto, ci aspettiamo un certo appiattimento della curva swap in euro.
Fonte: BONDWorld.it
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