Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : BCE ha segnalato di voler aumentare i tassi

Intesa Sanpaolo – La BCE ha segnalato ieri di voler aumentare i tassi di 25 punti base il 21 luglio e poi di 50 punti base a settembre (25pb se l’inflazione prevista nel medio termine calerà al 2% o sotto).

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In seguito, il rialzo dei tassi sarà “graduale” (cioè di 25pb per volta) ma “sostenuto” (cioè a ogni trimestre, oppure a ogni riunione), fino a quando le prospettive di inflazione non saranno tornate in linea con l’obiettivo del 2%. La decisione è stata unanime. In sostanza, la BCE ha validato aspettative di rialzo dei tassi fino a 125pb entro a fine anno, pur avviando questa fase di normalizzazione con un rialzo inferiore a quanto scontato dai mercati. Gli acquisti netti del programma APP saranno interrotti il 1° luglio, come era ormai scontato. Ugualmente atteso è il rinvio di ogni decisione sui reinvestimenti delle scadenze APP, che probabilmente avverrà soltanto a fine 2022 o addirittura a inizio 2023.

Un punto debole della strategia BCE resta l’eccessiva indeterminatezza della strategia contro la “frammentazione finanziaria”, cioè un’eccessiva divergenza delle condizioni finanziarie fra paesi membri. Ieri la presidente Lagarde si è limitata a ribadire che la prima linea di difesa sarà costituita dai reinvestimenti PEPP (che possono essere resi più flessibili ma non si sa come e quanto), e poi da un fantomatico nuovo strumento che potrebbe essere lanciato molto rapidamente se necessario. Questa indeterminatezza eccessiva rischia di favorire dinamiche destabilizzanti e quindi di obbligare a misure di emergenza altrimenti evitabili, complicando anche la gestione della politica monetaria.

– Oggi in Italia la produzione industriale è attesa in calo del -2% m/m ad aprile, dopo la stagnazione di marzo. Stimiamo un parziale recupero a maggio ma l’industria in senso stretto, dopo aver frenato il PIL già a inizio anno, dovrebbe dare un contributo ancor più negativo al valore aggiunto totale nel trimestre primaverile.

In calendario per domenica il primo turno delle elezioni legislative per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale in Francia (il secondo turno si terrà domenica 19 giugno), che saranno determinanti per la composizione del Governo. I sondaggi puntano verso un testa a testa tra Ensemble, la coalizione di centro-destra di cui fa parte anche il partito del presidente Macron, e l’alleanza NUPES di sinistra. Tuttavia, per la struttura maggioritaria (uninominale a doppio turno) del sistema elettorale è possibile che i risultati di domenica possano sovrastimare l’esito finale dei candidati di NUPES al secondo turno. In programma in Italia le elezioni amministrative in alcuni comuni e il voto sui referendum sulla giustizia.

– Negli Stati Uniti oggi il focus sarà sulla pubblicazione del CPI di maggio, che dovrebbe mostrare un nuovo aumento solido sia per l’indice headline (0,7% m/m, 8,3% a/a) sia per quello core (0,5% m/m, 5,9% a/a), con rischi verso l’alto. Alimentari ed energia dovrebbero riaccelerare nettamente a maggio, con incrementi intorno a 0,7% m/m e 3,2% m/m, rispettivamente. Per l’indice core, la previsione è di rialzi di 0,4% m/m per i beni (incluse auto nuove e usate) e di 0,5% m/m per i servizi, sulla scia di variazioni ampie per l’abitazione, le tariffe aeree, ma anche per gli altri servizi. I dati dovrebbero confermare che non ci sono indicazioni di rallentamento della dinamica mensile dei prezzi e dare supporto alla previsione di un altro aumento dei tassi di 50pb alla riunione del FOMC della prossima settimana. A nostro avviso, il sentiero dell’inflazione resterà sostenuto anche nei prossimi mesi e difficilmente permetterà alla Fed di rallentare il ritmo dei rialzi dei tassi già a settembre. Ieri, le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione a inizio giugno sono salite più delle attese, toccando 229 mila unità e tornando al di sopra delle media del 2019 (218 mila). I nuovi sussidi hanno toccato un minimo a 166 mila a metà marzo, ma restano su livelli storicamente bassi.

– In Cina l’inflazione dei prezzi al consumo è rimasta invariata in maggio a 2,1% a/a (il massimo degli ultimi cinque mesi), al di sotto delle previsioni di consenso (Bloomberg: 2,2%), registrando un calo di -0,2% m/m imputabile principalmente al comparto alimentare (-1,3% m/m) e a quello delle spese per l’abitazione (-0,1% m/m). La dinamica tendenziale dei prezzi alimentari è rimasta però in aumento a causa di un effetto base sfavorevole che rimarrà elevato anche a giugno, per scemare successivamente. Le pressioni sugli altri comparti sono rimaste contenute, contribuendo a mantenere invariata anche l’inflazione core a 0,9% a/a. L’inflazione dei prezzi alla produzione è scesa per il settimo mese consecutivo da 8,0% a/a in aprile a 6,4% a/a in maggio, in linea con le attese di consenso, grazie ad un effetto base favorevole e ad un aumento dello 0,1% m/m, molto inferiore ai due mesi precedenti (0,6% m/m in aprile e 1% m/m in marzo). Il rallentamento tendenziale dei prezzi dei beni industriali (da 10,3% a/a in aprile a 8,1% a/a in maggio) è stato però accompagnato da un moderato aumento dell’inflazione dei beni di consumo (da 1,0% a/a in aprile a 1,2% a/a in maggio), trainata dal comparto dell’abbigliamento.

Fonte: BondWorld.it


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