Intesa Sanpaolo – In area euro il focus oggi sarà sui dati d’inflazione di giugno, attesa accelerare sia in Italia, all’8% da 7,3% precedente sull’indice armonizzato, che nel complesso dell’Eurozona, all’8,4% da 8,1% di maggio.
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In calendario anche le stime finali degli indici PMI manifatturieri di giugno (in Italia, la prima stima dovrebbe evidenziare un calo a 50,6 da 51,9 di maggio). In Germania, alle h. 13:45 il ministro delle finanze Lindner tiene una conferenza stampa sul budget federale 2023.
Ieri in area euro il tasso di disoccupazione è calato al 6,6% a maggio, un nuovo minimo storico, da un precedente 6,7% (rivisto al ribasso di un decimo). Al momento il rallentamento ciclico non si è ancora trasferito sul mercato del lavoro ed è probabile che nei prossimi mesi l’impatto risulti complessivamente contenuto. In Italia il tasso di disoccupazione è calato, a sorpresa, di due decimi all’8,1%. La flessione è però imputabile ad un calo della forza lavoro: nel mese si registra infatti una flessione degli occupati (concentrata tra i dipendenti permanenti), a fronte di un aumento degli inattivi. In Germania a giugno il tasso di disoccupazione è salito al 5,3% da un precedente 5%: l’aumento di 133 mila persone in cerca di occupazione è imputabile prevalentemente all’afflusso di rifugiati dall’Ucraina nella forza lavoro, al netto dei quali la disoccupazione sarebbe circa stabile. In Francia a maggio i consumi di beni sono tornati a crescere, per la prima volta in cinque mesi, di 0,7% m/m da un precedente -0,7%. Il recupero di maggio non è però sufficiente a compensare le flessioni registrate nei mesi precedenti, con gli acquisti di beni che restano in rotta per una contrazione superiore al punto percentuale nel 2° trimestre.
Ieri in Italia il Consiglio dei Ministri ha approvato in maniera definitiva un decreto di misure urgenti per contrastare l’aumento dei prezzi dell’energia nel 3° trimestre. Il pacchetto (che era stato discusso lo scorso 22 giugno) vale circa 8 miliardi di euro e include l’annullamento delle aliquote relative agli oneri generali di sistema, il taglio dell’IVA sul gas e il congelamento delle aliquote relative agli oneri generali di sistema per il gas naturale. Verranno inoltre forniti anche prestiti da 4 miliardi per il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per incentivare la ricostituzione delle scorte di gas. I nuovi sostegni dovrebbero portare il totale delle misure di sostegno varate finora ad un totale di circa 45 miliardi di euro (intorno al 2,4% del PIL).
Reuters riporta che la BCE convoglierà la capacità di acquisto legata ai rimborsi di obbligazioni PEPP in sei Paesi (tra cui Germania, Francia e Paesi Bassi) verso i mercati più deboli come Italia, Grecia, Spagna e Portogallo. Ciò è in linea con le nostre aspettative sull’implementazione della cosiddetta “flessibilità” nei reinvestimenti PEPP.
– Oggi negli Stati Uniti l’ISM manifatturiero di giugno è atteso a 55,5, da 56 di maggio. Le prime indagini di giugno hanno segnalato attività poco variata, a fronte del persistente aumento dell’occupazione e dei prezzi, sia per gli indici relativi alla situazione corrente che alle aspettative. Nell’indagine di giugno saranno importanti le indicazioni sugli ordini e sulla produzione. Il 2° semestre dovrebbe essere caratterizzato da un rallentamento della crescita, dovuto al ridimensionamento della domanda in seguito alla svolta della politica monetaria. La spesa in costruzioni a maggio dovrebbe aumentare di 0,3% m/m, dopo 0,5% m/m di aprile.
Ieri la spesa personale di maggio ha mostrato una variazione di 0,2% m/m, al di sotto delle aspettative di consenso per +0,4% m/m, dopo 0,6% m/m di aprile, spinta dai servizi e frenata da una correzione dei beni (soprattutto auto). In termini reali, i consumi sono calati di -0,4% m/m. Il reddito personale è cresciuto di 0,5% m/m, stesso valore del mese precedente, rivisto verso l’alto da 0,4% m/m. Il deflatore dei consumi ha segnato un balzo di 0,6% m/m (6,3% a/a), dopo la decelerazione (+0,2% m/m) di aprile, e l’indice core ha mostrato una variazione di 0,3% m/m (4,7% a/a), come nei tre mesi precedenti.
– In Cina l’indice PMI manifatturiero rilevato da Caixin Markit è salito a 51,7 in giugno da 48,1 in maggio, oltre le attese di consenso (Bloomberg: 50,2) e al di sopra di quello del NBS pubblicato ieri (salito da 49,6 in maggio a 50,2 in giugno), segnalando una ripresa più sostenuta tra le medie e piccole imprese che avevano sofferto di più gli effetti delle misure di contenimento dei contagi. Il livello è il più alto degli ultimi 13 mesi. L’indice è stato spinto da un aumento degli ordini sia totali sia esteri e soprattutto della produzione, balzata di oltre 13 punti a 56,4, grazie al miglioramento della situazione logistica segnalato anche dalla diminuzione dei tempi di consegna. L’output è salito molto più degli ordini, la componente degli ordini arretrati è scesa sotto 50 e le imprese hanno continuato a tagliare personale seppure ad un ritmo inferiore a maggio, segnalando nell’insieme che l’aumento della produzione potrebbe scemare nei prossimi mesi in mancanza di una ripresa più forte della domanda.
In giugno, il PMI manifatturiero è calato a Taiwan (49,8), in Corea del Sud (51,3) e anche in Giappone (52,7) e India (53,9), ma soltanto a Taiwan è su livelli non coerenti con una crescita della produzione.
Fonte: BondWorld.it
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