Intesa Sanpaolo – Poco fa, i dati sugli ordinativi industriali in Germania a maggio hanno mostrato un miglioramento marginale a +0,1% m/m (dopo il -1,8% m/m di aprile, rivisto da -2,7% m/m);
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il recupero è legato soprattutto alle commesse dall’estero, in particolare dai Paesi extra-UE, e ai beni capitali. Il fatturato è cresciuto di +3,2% m/m – un segnale positivo per l’andamento della produzione industriale di maggio, in uscita domani. Oggi in area euro ci aspettiamo che le vendite al dettaglio tornino a crescere a maggio: stimiamo di un modesto 0,4% m/m dopo la pesante flessione di -1,3% m/m registrato nel mese precedente. Il rincaro dei prezzi al consumo e il calo del morale di consumatori e commercianti non offrono comunque prospettive incoraggianti per gli acquisti di beni, che nei prossimi mesi dovrebbero restare deboli.
Ieri in Francia la produzione industriale è rimasta stagnante a maggio dopo che il calo di aprile è stato rivisto al ribasso di due decimi a -0,3% m/m. Il dato è però penalizzato dalla pesante contrazione registrata nel comparto energetico (-4,4% m/m) per via delle temperature superiori alla media; decisamente solido, invece, il rimbalzo nella manifattura (+0,8% m/m) che è tornato a crescere dopo tre flessioni consecutive. Riteniamo che l’industria abbia contribuito negativamente alla crescita nel 2° trimestre. In area euro l’indice PMI dei servizi di giugno è stato rivisto al rialzo a 53 da 52,8; comunque in calo dal 56,1 del mese precedente. Le prime stime del PMI dei servizi in Italia e Spagna hanno registrato correzioni rispetto a maggio circa in linea con le attese, rispettivamente a 51,6 da 53,7 e a 54 da 56,5. Restando in Italia nel 1° trimestre del 2022 il tasso di risparmio delle famiglie è salito al 12,6% (da 11,5% precedente) ma nei prossimi trimestri l’erosione del potere d’acquisto dovrebbe spingere i consumatori ad attingere ai risparmi accumulati per finanziare le spese. Sul fronte fiscale invece il saldo primario è rimasto in territorio negativo (-5,2% del PIL da -9,4% un anno prima) mentre l’indebitamento netto in rapporto al PIL si è attestato al -9% (in calo dal -12,8% di inizio 2021).
– Negli Stati Uniti, l’evento della giornata è la pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC di giugno, che dovrebbero confermare l’impegno della Fed a riportare l’inflazione sotto controllo a ogni costo. Il documento dovrebbe giustificare il rialzo di 75pb, superiore a quello indicato dalla guidance, con l’aumento dei rischi sui prezzi e mostrare un consenso diffuso a favore di rialzi fra 50 e 75pb fino a quando l’inflazione mensile non rallenterà, pur nella consapevolezza che l’indebolimento atteso della domanda genererà un rialzo della disoccupazione. Fra i dati, il focus sarà sull’ISM dei servizi di giugno, previsto in calo a 54,5 da 55,9 di maggio. L’indagine dovrebbe mostrare rallentamento della crescita, ma anche proseguimento della ripresa nella maggior parte dei sotto-settori, con indicazioni di continua difficoltà a reperire manodopera. Anche i dati del mercato del lavoro rilevati dalla Job Openings and Labor Turnover Survey di maggio saranno importanti per valutare la forza della domanda di lavoro attraverso le posizioni aperte e dell’offerta attraverso le dimissioni volontarie.
Fonte: BondWorld.it
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