Intesa Sanpaolo – Oggi, non ci sono dati macroeconomici di rilievo in uscita, né nell’Eurozona né negli Stati Uniti.
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– Questa settimana, nell’area euro il focus sarà sulla riunione di politica monetaria della BCE, che avvierà il ciclo di rialzo dei tassi e aggiornerà i mercati sui progressi compiuti sul meccanismo di stabilizzazione, nonché sugli sviluppi della possibile crisi di governo in Italia (mercoledì sono attese le comunicazioni in Parlamento di Mario Draghi). Per quanto riguarda il flusso di dati, le indagini PMI di luglio dovrebbero offrire ulteriori segnali di rallentamento della crescita dopo quelli già emersi nel mese precedente. Anche il morale manifatturiero in Francia e la fiducia dei consumatori della Commissione Europea dovrebbero riportare una correzione. In calendario inoltre la stima finale dell’inflazione di giugno e la produzione nelle costruzioni di maggio in area euro.
Venerdì, in Italia, la stima finale dei prezzi al consumo di giugno ha confermato la forte accelerazione dell’inflazione calcolata sulla base dell’indice NIC, all’8% a/a da 6,8% di maggio, e sull’indice armonizzato, all’8,5% a/a da 7,3% precedente. La variazione congiunturale è confermata al +1,2% m/m su entrambi gli indici. Ancora una volta, il forte rialzo è imputabile alla componente energetica, spinta dai rincari del gasolio da riscaldamento, del diesel e della benzina, nonché dell’energia elettrica e del gas di città e gas naturale. Confermata anche la salita dell’inflazione di fondo a giugno, al 3,8% a/a da un precedente 3,2%. Riteniamo che l’inflazione possa seguire un trend discendente dal 4° trimestre mentre la media d’anno potrebbe attestarsi poco sotto il 7,5% nel 2022 (sull’indice armonizzato), con rischi verso l’alto.
– Negli Stati Uniti, le informazioni macroeconomiche questa settimana saranno concentrate sul settore immobiliare residenziale e sul manifatturiero. Il PMI flash e l’indice della Philadelphia Fed di luglio dovrebbero segnalare attività poco variata, in presenza di un trend verso il basso degli ordini e di una stabilizzazione delle pressioni sui prezzi. Le vendite di case esistenti e i cantieri di giugno dovrebbero essere in modesta ripresa, a conferma del fatto che, nonostante l’aumento dei tassi, la domanda di abitazioni rimane strutturalmente elevata per motivi demografici.
Venerdì, le vendite al dettaglio di giugno hanno mostrato un aumento di 1% m/m, con una variazione solida in termini nominali, ma negativa in termini reali. Gran parte delle voci ha registrato incrementi significativi, spinti però nella maggior parte dei casi dai rialzi dei prezzi. Le vendite della ristorazione sono in crescita di 1% m/m, ma solo di 0,1% m/m in termini reali. I dati supportano la previsione di consumi reali in rallentamento nel 2° trimestre, con un probabile contributo negativo dei beni. La stima nowcasting dell’Atlanta Fed vede la crescita dei consumi a 1,5% t/t ann., con il PIL in calo di -1,5% t/t ann. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a luglio (prel.) è risalita modestamente, a 51,1 da 50 di giugno, con una ripresa delle condizioni correnti (a 57,1 da 53,8), probabilmente dovuta al calo del prezzo della benzina, e un’ulteriore flessione delle aspettative. Le aspettative di inflazione a un anno sono poco variate a 5,2%, ma quelle a 5 anni scendono a 2,8% da 3,1% di giugno, con un’indicazione che sarà letta in modo positivo dalla Fed. La produzione industriale a giugno è calata di -0,2% m/m, sulla scia di correzioni per il manifatturiero (-0,5% m/m) e le utility (-1,4% m/m), a fronte di un incremento solido nell’estrattivo (1,7% m/m). Il quadro del manifatturiero appare debole, anche per via della revisione verso il basso del dato di maggio, a -0,5% m/m. La contrazione è dovuta ai beni di consumo e in particolare al comparto auto, in calo di -1,5% m/m a giugno dopo -1,9% m/m a maggio. È difficile distinguere fra effetti di domanda e offerta, ma i lockdown in Cina hanno sicuramente spinto verso il basso l’output negli ultimi due mesi.
Dalla Fed, Bullard (St Louis Fed), favorevole a un rialzo di 75pb a luglio, prevede ora tassi vicini al 4% a fine anno, in rialzo dalla sua precedente previsione al 3,5%. Bostic (Atlanta Fed) ha affermato che rialzi troppo rapidi possono indebolire eccessivamente la domanda. Lo scenario per luglio è a nostro avviso in linea con un rialzo di 75pb, alla luce delle dichiarazioni dei partecipanti al FOMC dopo la sorpresa del CPI di giugno.
Fonte: BondWorld.it
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