Intesa Sanpaolo – Oggi il focus è sulla riunione di politica monetaria della BCE, che dovrebbe concludersi con un rialzo dei tassi ufficiali di 25 punti base, la conferma dell’indirizzo per settembre e i mesi successivi e l’annuncio dell’intesa sul nuovo meccanismo di stabilizzazione.
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La dimensione del rialzo dei tassi era stata preannunciata il 9 giugno con un’espressione piuttosto vincolante (“il consiglio direttivo intende innalzare…”). Ciò nonostante, nei giorni scorsi Reuters ha citato fonti anonime secondo le quali ci sarà comunque una discussione sull’opportunità di alzare di 25 o 50 punti base, e come risultato il mercato degli OIS sconta attualmente 43pb di rialzo (ipotizzando un’accelerazione come quella avvenuta negli Stati Uniti). Sarebbe opportuno che la BCE non svaluti ancor più il valore della propria forward guidance smentendo le indicazioni di giugno, e che semmai l’accelerazione sia lasciata alle riunioni successive. Il mercato OIS sconta complessivamente 175pb di rialzo nelle 4 riunioni fra luglio e dicembre. L’aumento delle attese sul 2022 corrisponde a un anticipo di mosse prima spalmate su un periodo più lungo, tanto che l’impatto sulla curva IRS è stato limitato (12pb sul 2 anni, 7pb sul 10 anni). Per quanto riguarda il meccanismo di stabilizzazione, la posta in gioco potrebbe essere più alta, malgrado la disponibilità dei reinvestimenti PEPP. I mercati si attendono un annuncio subito, in assenza del quale potrebbero riemergere tensioni sui differenziali sovrani. Probabilmente non ci saranno annunci sulle condizioni del programma TLTRO III, malgrado le voci di cambiamenti orientati a ridurre le opportunità di arbitraggio con il tasso sui depositi.
Ieri, in Italia, sia il Movimento 5 Stelle che le forze del centro-destra di governo (Lega e Forza Italia) non hanno votato la fiducia all’esecutivo Draghi, dopo le comunicazioni del Presidente del Consiglio che aveva provato a rilanciare l’alleanza di governo, e il lungo dibattito in aula. Oggi alle 9 il Premier dovrebbe presentarsi alla Camera per annunciare la propria intenzione di andare a dimettersi definitivamente al Quirinale. Lo scenario più probabile ora è quello dello scioglimento delle camere in tempi brevi, seguito da elezioni anticipate tra il 25 settembre e il 9 ottobre (la data considerata più probabile è il 2 ottobre).
In mattinata, in Francia sarà diffuso l’indice INSEE di fiducia delle imprese manifatturiere per il mese di luglio, atteso in calo a 106, dopo il miglioramento a 108 registrato il mese precedente: l’indice, pur restando sopra la media di lungo periodo, si porterebbe ai minimi da oltre un anno. Ieri, l’indice di fiducia dei consumatori diffuso dalla Commissione Ue è calato nuovamente, a -27 punti da -23,6 di giugno.
Secondo quanto annunciato ieri da Bundesnetzagentur, l’ente tedesco di regolazione dell’energia, Gazprom riprenderà oggi i flussi di gas al 30% della capacità attraverso Nord Stream 1. L’offerta sarà quindi inferiore rispetto a prima della sospensione.
– Oggi negli Stati Uniti l’indice della Philadelphia Fed di luglio dovrebbe essere poco variato a -2,5, in linea con attività circa stagnante nel manifatturiero. Il graduale rialzo delle nuove richieste di sussidi di disoccupazione in atto da circa un mese riporta questa variabile alla ribalta, essendo il più accurato indicatore delle svolte cicliche: una sorpresa rispetto all’aspettativa di nuovi sussidi circa stabili sarebbe rilevante. Ieri, le vendite di case esistenti sono calate ancora a giugno, con una correzione a 5,12 mln, da 5,41 mln, e un netto rallentamento della crescita dei prezzi, a 13,2% a/a, da 15% a/a.
– In Giappone, la riunione della BoJ si è conclusa con politiche monetarie invariate e l’impegno a proseguire con il quantitative easing con controllo della curva fino a quando non sarà raggiunto l’obiettivo di stabilità dei prezzi e l’inflazione non sarà stabilmente al di sopra del 2%. Nell’aggiornamento trimestrale dello scenario di attività e prezzi, si sottolinea che la ripresa nel breve termine sarà frenata dagli aumenti dei prezzi delle materie prime, ma si prevede che nel medio termine la crescita riacceleri a ritmi superiori al potenziale. Il rialzo dell’inflazione atteso nella seconda metà del 2022 dovrebbe essere transitorio. Le nuove previsioni di crescita vedono variazioni di 2,5% nel 2022 (da 2,9%), 2% nel 2023 e 1,3% nel 2024, con l’inflazione in media annua sempre al di sotto dell’obiettivo del 2%, fra l’1,3% e l’1,5% nel 2022-24. Con questo scenario, rimane probabile che i tassi restino invariati sull’orizzonte prevedibile, potenzialmente anche dopo la fine del mandato di Kuroda, a inizio 2023.
Fonte: BondWorld.it
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