Flash: La BCE conduce oggi l’usuale operazione principale di rifinanziamento a tasso fisso

Area euro Francia. La produzione industriale è rimbalzata a novembre (1,1% m/m) dopo il piccolo incremento di ottobre (0,1%, rivisto da zero). ……..


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La Banque de France ha da poco confermato la stima di variazione nulla per il PIL nel 2011.T4. I suoi indici congiunturali in dicembre sono risaliti nell’industria (96 da 95) ma sono rimasti invariati nel terziario (95).

Aste. L’Olanda offre il nuovo DSL 0,75% 04/2015 (EUR 2,5-3,5 mld); due riaperture in Austria (3,65% 04/2022 e 4,0% 09/2016) per 1,32 miliardi. Carta a breve termine viene offerta da Slovenia e Grecia (scadenza 26 settimane, ammontare 1,25 miliardi).

La BCE conduce oggi l’usuale operazione principale di rifinanziamento a tasso fisso e con piena allocazione, a fronte di scadenze per 130,6 miliardi di euro. Sarà eseguita anche l’operazione di drenaggio connessa alla sterilizzazione degli effetti del SMP sulla basa monetaria, per un ammontare di 213 miliardi. L’eccesso teorico di riserve rimane di poco inferiore ai massimi toccati dopo l’assegnazione dei fondi triennali lo scorso dicembre. È presumibile che, come nelle precedenti due occasioni, anche questa settimana si registri distruzione di liquidità.

Ieri sui mercati

La scorsa ottava la BCE ha regolato acquisti di titoli per 1,1 miliardi di euro, in aumento rispetto alle due precedenti ottave in cui era intervenuta per quantità minime (0,4 e 0,01 miliardi di euro). L’ammontare cumulato di titoli acquistati tramite il SMP ammonta a 213 miliardi di euro. Persistono le tensioni sugli spread sovrani, con Spagna e Italia rispettivamente a 530 e 372 sopra Germania sulla scadenza decennale. Il governo federale tedesco, intanto, è riuscito a collocare 3,9 miliardi di buoni semestrali a un rendimento di -0,0122%. Una tendenza a rendimenti negativi è presente anche in Olanda. La Francia ha piazzato i suoi BTF a 0,286% sulla scadenza 26 settimane. Indici azionari in flessione in Europa, in rialzo negli Stati Uniti. Euro in ripresa sul dollaro (1,2789) dopo che ieri aveva segnato il minimo di giornata a 1,2664; la debolezza persiste, invece, nei confronti del franco svizzero (1,2118, con minimi a 1,2105).

Area euro

Germania. La produzione industriale è calata di 0,6% m/m a novembre dopo il +0,8% m/m di ottobre a fonte di stime di consenso di -0,3% m/m. Il dato fa scendere la variazione trimestrale a -1,7% t/t. La performance della Germania rimane comunque migliore di quella del resto dell’area euro dal momento che il Paese continua a beneficiare maggiormente della domanda da economie dinamiche al di fuori della zona euro. A riguardo, i dati sul commercio estero di novembre mostrano un recupero delle esportazioni del 2,5% m/m (dopo -2,9% m/m di ottobre) a fronte di una dinamica strisciante delle importazioni (-0,4% m/m dopo 0,1% m/m).
Dal vertice bilaterale franco-tedesco non sono emerse novità di rilievo: è confermato che per marzo, al più tardi, 26 dei 27 Stati membri finalizzeranno le nuove regole di controllo fiscale.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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