Intesa Sanpaolo – Oggi la Bank of England dovrebbe decidere di alzare il tasso di riferimento di 50pb a 1,75% (l’incremento più ampio dal 1995). In occasione dell’ultima riunione è stato infatti indicato che la BoE avrebbe agito “energicamente” in caso di segnali di pressioni inflattive persistenti.
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Dovrebbero essere inoltre annunciati maggiori dettagli sul quantitative tightening.
– Questa mattina in Germania i dati sugli ordinativi industriali di giugno hanno mostrato un calo di -0,4% m/m (dopo il -0,2% m/m di maggio, rivisto al ribasso di un decimo); la flessione è dovuta interamente alle commesse dall’estero, in particolare dai Paesi extra-UE, e ai beni capitali. Il fatturato è cresciuto di +3% m/m – un segnale positivo per l’andamento della produzione industriale di giugno, in uscita domani.
Oggi in Italia il Dl Aiuti bis dovrebbe essere presentato al Consiglio dei Ministri. Il pacchetto dovrebbe valere 14,3 miliardi euro e tra le varie misure è atteso includere un taglio del cuneo contributivo per i redditi inferiori a 35mila euro, l’anticipo della rivalutazione delle pensioni inizialmente prevista per gennaio 2023 e la proroga al 20 settembre degli sconti sulle accise sui carburanti. Anche l’estensione dei crediti d’imposta per le imprese energivore, del bonus sociale e del taglio degli oneri di sistema, nonché misure per fronteggiare l’emergenza idrica dovrebbero essere incluse.
Ieri in area euro le vendite al dettaglio sono calate di -1,2% m/m a giugno chiudendo il trimestre in contrazione di -0,8% t/t. Il crollo del morale dei consumatori e l’elevata inflazione dovrebbero frenare le spese anche nei prossimi mesi. I prezzi alla produzione hanno riaccelerato a giugno, di 1,1% m/m. Le indagini congiunturali iniziano ad anticipare qualche modesto segnale di attenuamento ma le pressioni inflattive a monte delle filiere produttive restano acute. Le vendite al dettaglio sono calate anche in Italia (-1,1% m/m) mentre l’indice PMI dei servizi di luglio è crollato ben oltre le attese a 48,4 da un precedente 51,6, un minimo da gennaio 2022 quando l’attività era frenata dalla recrudescenza pandemica. L’indice composito è quindi sceso a 47,7 da 51,3, su livelli coerenti con una contrazione dell’economia per la prima volta da inizio 2021.
– Oggi negli Stati Uniti la bilancia commerciale dovrebbe registrare un deficit in chiusura a – 80,5 mld a giugno da -85,6 mld di maggio, sulla base dei dati della bilancia preliminare dei beni. In calendario anche i consueti dati settimanali sulle richieste di sussidio che, pur su livelli storicamente bassi, dovrebbero confermarsi su di un trend di moderato rialzo.
Ieri l’indice ISM non manifatturiero è salito a sorpresa a luglio, a 56,7 da un precedente 55,3 terminando la serie di tre correzioni consecutive. L’indagine riporta una riaccelerazione dell’attività (59,9 da 56,1) e degli ordinativi (59,9 da 55,6). Rallenta la crescita dei prezzi, in scia alle recenti correzioni delle materie prime, rimanendo comunque sostenuta (72,3 da 80,1). A differenza delle indicazioni di contrazione emerse dai PMI l’indagine dell’ISM resta su livelli espansivi con i servizi che, nonostante l’inflazione e la recrudescenza pandemica, continuano a beneficiare della riallocazione della spesa dai beni durevoli.
– L’OPEC+ ha deciso di aumentare le quote di produzione di 100mila barili al giorno da settembre.
Fonte: BondWorld.it
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