Oprandi Marco Cirdan Capital

Cirdan Capital : Jackson Hole – Powell sembra chiaro: prepariamoci ad una campagna di disinflazione

Cirdan Capital : Il mercato americano ha visto la settimana scorsa, in risposta alla conferenza di Jackson Hole, la più ampia fluttuazione registrata da metà giugno con la contrazione del 3,5% dello Standard & Poor.


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A cura di Marco Oprandi, Head of Cross Asset Solutions, Cirdan Capital


Il discorso di Jerome Powell ha riportato enfasi sull’interesse della banca centrale di ribilanciare l’economia e di contenere l’inflazione e, a nostro parere, l’intervento di Powell, rispetto a quello della conferenza stampa di luglio, ha lasciato trapelare la possibilità di un approccio più aggressivo alla futura politica monetaria con la dichiarata intenzione di voler basare le future decisioni su un approccio più olistico dei dati. L’attenzione va quindi ai prossimi risultati attesi sull’inflazione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) e all’impiego, mantenendo sul tavolo, quindi in contrasto con le nostre previsioni di un rialzo di 50 punti base per settembre e di 25 per novembre e dicembre per un rialzo totale del 3.25-3.5%, la possibilità di un maggiore rialzo per settembre di tassi di 75 punti base.

Crediamo che Le osservazioni di Powell alla conferenza annuale di Jackson Hole abbiano offerto un chiaro messaggio politico: la banca centrale è determinata a riportare l’inflazione all’obiettivo e questo richiede tassi più elevati per un periodo più lungo, e anche se ciò probabilmente danneggerà l’economia; le stesse affermazioni suggeriscono che gli investitori dovrebbero posizionarsi per una campagna di disinflazione più sostenuta, anche se la velocità degli aumenti dei tassi potrebbe rallentare entro la fine dell’anno. L’eurozona continua a vedere il sentiment per la crescita fortemente legato al settore energetico ed in particolare alla crisi del gas naturale. Il mercato dei gas naturali sta prezzando con aumenti record il lungo periodo di stress.

Viste le cattive notizie, crediamo che qualsiasi segno di miglioramento possa portare ad un sensibile re-rating delle prospettive; l’abbassamento dei prezzi del gas naturale porterebbe una diminuzione dell’inflazione IACP, (indici armonizzati dei prezzi al consumo), a un apprezzamento dell’euro e quindi ad una trasformazione positiva per l’azionario europeo. Indipendentemente da ciò che accade nel conflitto Russia-Ucraina, la pressione salariale sottostante, un euro debole e prezzi elevati manterranno la pressione sulla BCE. I dati sull’inflazione di luglio sono stati particolarmente negativi per l’area euro con aumento dell’inflazione core del +5,8% (mese su mese annualizzato); più alto solo nel Regno Unito +6,5%, con gli Stati Uniti a +2,5%.

Le misure core che tendono a eliminare le componenti volatili e implicano che il problema dell’inflazione di fondo in Europa sia in realtà peggiore che negli Stati Uniti (almeno per luglio), con circa la metà del paniere principale dell’IPC (indice dei prezzi al consumo) che è al di sopra dell’8% su base annua semestrale nell’area dell’euro.

Fonte: BondWorld.it


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