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Il Punto : La BCE potrebbe decidere per un rialzo

Il Punto : Anche la BCE potrebbe decidere per un rialzo di 75 punti base alla prossima riunione di politica monetaria, l’8 settembre.

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Il rialzo dei tassi potrebbe continuare a ritmo sostenuto fino a dicembre, rallentando poi a inizio 2023 per fermarsi poco sopra il 2%.

– Come a luglio, anche la riunione di politica monetaria dell’8 settembre è stata preceduta da un fuoco di fila di dichiarazioni tese a spostare verso l’alto le aspettative di rialzo dei tassi, questa volta da 50 a 75 punti base. L’accelerazione è presentata come un “anticipo” di rialzi dei tassi futuri.

– Con lo spostamento delle aspettative di mercato e analisti verso 75pb, dati di inflazione ancora peggiori delle attese e strumenti per limitare il rischio di frammentazione, sarà più facile ottenere il consenso necessario a deliberare un rialzo dei tassi maggiore rispetto a quello di luglio. Il tasso sui depositi (DFR) dovrebbe salire a 0,75%, il tasso refi a 1,25%.

– Riguardo al punto di arrivo della fase di rialzo dei tassi, per ora la BCE non sta alimentando aspettative che i tassi debbano salire più di quanto scontato dai mercati, anche se qualche governatore ha iniziato a prospettarlo. Rivediamo la nostra previsione di picco per il DFR a 2,25%, e ci attendiamo che il livello di 1,75% sia conseguito già a dicembre. La restrizione dovrebbe rallentare e poi fermarsi nel 1° trimestre 2023, quando i dati reali saranno molto deboli e l’inflazione core dovrebbe iniziare a stabilizzarsi.

– Il rischio di recessione è un effetto collaterale accettato della politica di disinflazione. Anzi, potrebbe esserne parte integrante: il peggioramento delle prospettive di domanda dovrebbe rendere meno probabile la trasmissione dei rincari ai prezzi finali, e contenere le pressioni salariali (per ora modeste, ma destinate a continuare oltre il picco di inflazione).

– Il Consiglio potrebbe iniziare a discutere anche la possibilità di non reinvestire in pieno le scadenze APP, anche se una decisione in tal senso ci sembra più probabile a ottobre o dicembre, per non sommare troppi shock di politica monetaria.

– Per quanto riguarda le previsioni dello staff, ci aspettiamo revisioni al rialzo per la crescita 2022, e al ribasso per quella sul 2023. Le proiezioni di inflazione saranno alzate nel 2022 e nel 2023. Quelle riguardanti il 2024 potrebbero restare marginalmente sopra il 2%, e saranno da guardare per le indicazioni che possono fornire sull’estensione attesa del rialzo dei tassi.

Fonte: BondWorld.it


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