Intesa Sanpaolo – Questa mattina in Germania la produzione industriale ha visto un calo di -0,3% m/m a luglio, dopo il +0,8% (rivisto al rialzo da 0,4%) registrato a giugno.
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Rispetto ad un anno fa l’output risulta più basso di -1,1%. Il manifatturiero ha visto una contrazione di -1% m/m, diffusa tra le principali componenti; la flessione ha riguardato, infatti, sia i beni di consumo (-2,4% m/m), spinti al ribasso dal crollo dei beni non durevoli (-3% m/m), che i beni di investimento (-0,8%) ed intermedi (-0,6% m/m). All’opposto, hanno registrato una crescita sia il settore costruzioni (+1,4% m/m), chela produzione di energia (+2,8% m/m).
– L’Italia ha pubblicato ieri il piano per la riduzione dei consumi di gas. Il piano include obiettivi piuttosto blandi di riduzione, come già annunciato la scorsa settimana: la prima serie di misure dovrebbe garantire una riduzione dei consumi fra agosto 2022 e marzo 2023 di 5,3 mld di m3, ma include un contributo di ben 1,8 mld derivante dall’aumento della produzione termoelettrica basata su carbone e olio combustibile. Le misure di risparmio energetico legate alla riduzione del riscaldamento, introdotte per decreto, dovrebbero contribuire per 3,2 mld di m3. Il piano non include risparmio energetico nel settore industriale, riguardo al quale si afferma soltanto che è stato avviato un confronto per determinare il potenziale di riduzione.
In Eurozona il dato di crescita del PIL nel 2° trimestre potrebbe essere rivisto al rialzo di un decimo a 0,7% t/t (4% a/a). Lo spaccato delle componenti dovrebbe mostrare un apporto positivo da parte della domanda interna, soprattutto dei consumi, a fronte di un contributo negativo da parte delle esportazioni nette. In calendario anche il dato sulle vendite al dettaglio di luglio in Italia: si potrebbe vedere un parziale rimbalzo del volume delle vendite dopo il calo di -1,8% m/m registrato a giugno.
– Negli Stati Uniti oggi il deficit della bilancia commerciale di luglio dovrebbe mostrare una netta chiusura a -70,5 mld di dollari, da -79,6 mld di giugno. La stima preliminare della bilancia dei beni ha registrato un deficit in calo di mld, per via di contrazioni delle importazioni di – 3,5% m/m e delle esportazioni di -0,2% m/m. La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione del 21 settembre. Il rapporto dovrebbe segnalare attività in espansione moderata, con persistente eccesso di domanda di lavoro, salari e prezzi ancora in rialzo.
Ieri, l’ISM dei servizi di agosto ha dato informazioni positive, con l’indice a 56,9 (da 56,7 di luglio e contro aspettative per una correzione), con indicazioni diffusamente ottimistiche: attività a 60,9, ordini a 61,8, tempi di consegna in aumento e occupazione a 50,2. L’indice dei prezzi ha corretto per il quarto mese consecutivo, a 71,5, pur restando su livelli storicamente elevati e coerenti con inflazione persistente. Le imprese riportano attività elevata, nonostante le strozzature all’offerta e la carenza di manodopera che allungano i tempi di produzione e vendita. L’ISM dà un quadro più in linea con i dati di attività reale rispetto a quello delineato dal PMI Markit, in territorio recessivo. Le informazioni macro delle ultime settimane segnalano che la domanda non sta rallentando in modo significativo ed è coerente con l’aspettativa di altri interventi aggressivi da parte della Fed.
– In Cina i dati relativi al commercio estero hanno continuato a registrare una dinamica migliore dell’export rispetto all’import, ma sono stati in rallentamento e inferiori alle attese, in linea con il minor vigore della domanda internazionale e domestica. Le esportazioni sono salite solo del 7,1% a/a in agosto, in netto rallentamento da 18% a/a in luglio, e molto meno delle attese di consenso (Bloomberg 13%). Le esportazioni verso l’area ASEAN, pur rallentando sono rimaste robuste (+24,5% a/a in agosto), mentre la decelerazione è stata molto marcata per l’export verso l’area euro 3 (Italia, Germania, Francia: da 20,7% a/a in luglio a 6,5% in agosto) e il Giappone (da 19,7% a/a in luglio a 7,7% a/a in agosto), fino a trasformarsi in un calo tendenziale dell’export verso gli USA (da +11% a/a in luglio a -3,8% a/a in agosto). I dati preliminari disponibili in valore segnalano un rallentamento delle esportazioni di prodotti high tech e dell’elettronica. La dinamica delle importazioni è decelerata da 2,3% a/a in luglio a 0,3% a/a in agosto (consenso Bloomberg 1,3% a/a), spinta al ribasso dal calo tendenziale dell’import da Stati Uniti (da -4,5% a/a in luglio a -7,4% a/a in agosto) e Giappone (da -9,2% a/a in luglio a -7,7% a/a in agosto) e dal rallentamento dall’area ASEAN. Le importazioni dall’area euro 3 sono invece moderatamente riaccelerate (da -5,6% a/a in luglio a +2,9% a/a in agosto). I dati disponibili in volume indicano che continua il calo tendenziale delle importazioni di materie prime energetiche e industriali. La bilancia commerciale di agosto è stata pari a 79,4 miliardi di dollari, in calo da 101,3 miliardi in luglio, portando il surplus dei primi otto mesi del 2022 a 560,5 miliardi di dollari, in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021 (357,6 miliardi).
Fonte: BondWorld.it
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