15 AGENDA

I market mover della settimana 30 gennaio – 3 febbraio 2012

Nell’area euro, il focus sarà ancora sul Summit europeo, ma la settimana è densa di dati. In Spagna, la stima preliminare mostrerà una contrazione del PIL dello 0,4% a fine 2011……


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L’indagine di fiducia economica della Commissione dovrebbe segnalare un parziale recupero di fiducia a gennaio, anche se rimarrà su livelli coerenti con una lieve recessione del PIL area euro. La disoccupazione è vista stabile all’8,3% nell’area euro e in Germania (6,8%), ma in aumento in Italia (all’8,7%). L’inflazione è attesa calare di un decimo al 2,7% a/a nell’area euro, al 2,2% a/a in Germania e al 3,6% a/a in Italia.

La settimana è densa di dati negli Stati Uniti. I dati di gennaio dovrebbero confermare la crescita moderata dell’economia. L’employment report dovrebbe mostrare una dinamica degli occupati meno forte rispetto a dicembre e un tasso di disoccupazione invariato a 8,5%. Le indagini del settore manifatturiero (ISM, Chicago) dovrebbero essere coerenti con espansione del settore, senza ulteriore accelerazione. La fiducia delle famiglie dovrebbe proseguire sul sentiero di ripresa e le vendite di auto sono attese in linea con i dati di dicembre. La spesa personale a dicembre dovrebbe crescere solo modestamente, a fronte di un aumento più sostenuto del reddito.

Lunedì 30 gennaio
Area euro

Spagna. La stima preliminare per il PIL nel 4° trimestre segnalerà la ricaduta del Paese in recessione. Ci aspettiamo, in linea con le stime pubblicate dalla Banca di Spagna, un calo dello 0,3% t/t dopo lo stallo dei mesi estivi. Sull’anno, la crescita frenerà a 0,2% a/a da un precedente 0,8% a/a. Ci aspettiamo che la restrizione fiscale (2,6 punti di PIL), il quadro globale in rallentamento, il processo di ribilanciamento, e l’ulteriore correzione del comparto immobiliare lasceranno la dinamica del PIL 2012 in territorio pesantemente negativo (-1,7%).

L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è atteso risalire a 94,1 a gennaio da un precedente 93,3, un livello ancora coerente con una lieve contrazione del PIL area euro a inizio anno. Il rimbalzo potrebbe essere temporaneo e ci aspettiamo interessi in particolare il comparto dei servizi (a -1,5 da -2,1) e i consumatori (la stima preliminare ha mostrato un recupero di 1,3 punti a -20,6). Il quadro all’interno dell’area rimane molto differenziato con Francia, Germania e Paesi nordici che vedranno solo una contrazione contenuta del PIL, mentre nei Paesi periferici ci aspettiamo una recessione più severa con in testa Portogallo (-3,7) seguito da Spagna (-1,4) e Italia (-1,0).

Italia. La fiducia delle imprese è attesa stabile a 92,5 a gennaio, potrebbe trattarsi solo di una pausa su livelli storicamente bassi. L’industria italiana continua a esibire una performance più deludente di quelle francesi e tedeschi, penalizzata dalla crisi sul debito, dal calo di domanda interna, dal rialzo dei tassi d’interesse e dall’incertezza sulle prospettive future.

Germania. A dicembre le vendite al dettaglio dovrebbero aver recuperato solo parte (+0,3% m/m) del calo registrato a novembre (-1,0% m/m). La fiducia dei consumatori tedeschi è calata vertiginosamente a fine 2011 (circa 10 punti in meno rispetto alla media dei prima nove mesi del 2011). Sul trimestre le vendite dovrebbero essere cresciute di 0,5% t/t, in rallentamento dal +0,8% t/t di settembre.

Germania. I dati sui Laender dovrebbero essere coerenti con un calo dei prezzi al consumo di 0,5% m/m (0,6% m/m sulla misura armonizzata), grazie a una stagionalità favorevole e a un contributo nullo dell’energia. L’inflazione è attesa rallentare di due decimi sulla misura nazionale all’1,9% a/a e di un decimo sull’armonizzato al 2,2% a/a.

Stati Uniti
La spesa personale a dicembre è prevista in aumento molto modesto, +0,2% m/m, sulla base dei dati deboli delle vendite al dettaglio. Il reddito personale dovrebbe aumentare di 0,4% m/m: le informazioni dell’employment report indicavano una dinamica sostenuta delle ore lavorate e dei salari. Il deflatore dei consumi core dovrebbe segnare un incremento di 0,1% m/m (1,8% a/a). Il tasso di risparmio dovrebbe risalire a 3,7% da 3,5% di dicembre.

Martedì 31 gennaio
Area euro

Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere rimasto al 10,3% a dicembre. Il rallentamento ciclico peserà sulla dinamica del mercato del lavoro e spingerà il tasso di disoccupazione fino all’11% in autunno.

Germania. Il tasso di disoccupazione è visto stabile al 6,8% a gennaio e il numero dei disoccupati in calo di 10 mila unità. Il mercato del lavoro dovrebbe beneficiare ancora della tenuta del ciclo nell’estate\autunno 2011, il rallentamento di fine anno dovrebbe pesare sulla disoccupazione con l’usuale ritardo (metà 2012).

Italia. La disoccupazione potrebbe essere salita di un decimo all’8,7% a dicembre. Nei prossimi mesi, ci aspettiamo che il tasso dei senza lavoro possa salire sopra il 9% penalizzato dall’andamento del ciclo.

Francia. Le vendite al dettaglio per il mese di dicembre sono attese rimbalzare di 0,6% m/m (dopo il -0,1% m/m registrato a novembre). Il rialzo congiunturale non sarà comunque in grado di modificare il sentiero tendenziale, che rimarrà in negativo (-1,6% a/a). L’andamento occupazionale e l’incertezza derivante dalla crisi del debito nella zona euro pesano sulle scelte dei consumatori, con conseguenti effetti sui consumi.

Stati Uniti
Il Chicago PMI a gennaio è previsto in aumento a 63,2 da 62,8 di dicembre. L’indice di Chicago si mantiene al di sopra dell’ISM da inizio 2010, grazie anche alla forza della ripresa nel settore auto, che dovrebbe proseguire nel 2012 e sostenere in particolare l’area di Chicago. L’attività di delocalizzazione della produzione delle case giapponesi negli Stati Uniti è un fattore rilevante, insieme alla ripresa persistente della domanda di auto americana.

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a gennaio dovrebbe aumentare a 69 da 64,5, segnando il terzo aumento consecutivo. Le aspettative dovrebbero salire a 83 da 76,4, toccando il massimo da aprile 2011. Le condizioni correnti dovrebbero aumentare a un ritmo più modesto, salendo a 48 da 46,7.

Mercoledì 1 febbraio
Stati Uniti

La stima ADP dei nuovi occupati del settore non agricolo privato è prevista dal consenso a 185 mila per gennaio, da 325 mila di dicembre.

La spesa in costruzioni a dicembre è prevista in aumento di 0,3% m/m. Il clima è stato favorevole al settore, ma nel mese c’è stato un inatteso e ampio calo dei cantieri.

L’ISM del settore manifatturiero a gennaio è previsto a 54 da 53,9 di dicembre. Le indagini regionali di gennaio sono state miste, con l’Empire in rialzo e con livelli del Philly Fed rivisti verso il basso su fine 2011. Nell’insieme, comunque, il settore manifatturiero resta saldamente in espansione e i segnali dall’ISM dovrebbero restare positivi con ordini ancora in crescita e produzione sostenuta

Le vendite di nuovi autoveicoli a gennaio dovrebbero salire a 13,6 mln di unità ann. da 13,48 mln a dicembre. Le vendite ai consumatori potrebbero rallentare modestamente a gennaio, ma il totale dovrebbe essere sostenuto dalla ripresa delle vendite alle imprese. Il settore auto resterà un fattore positivo per la crescita complessiva e per i consumi nel 2012.

Giovedì 2 febbraio
Stati Uniti

La crescita della produttività nel 4° trimestre 2011 dovrebbe essere scesa a 1% t/t da 2,3% del trimestre precedente. Il costo del lavoro per unità di prodotto dovrebbe tornare a crescere, +1%, dopo il calo di -1% del 3° trimestre 2011.

Venerdì 3 febbraio
Area euro
Area euro. La stima preliminare dovrebbe mostrare un calo dell’inflazione area euro al 2,7% a/a da un precedente 2,8% a/a, grazie alla stagionalità e a un effetto base favorevoli. Inoltre, in media nell’area euro le pressioni dalla componente energia dovrebbero essere scemate rispetto a dicembre. Rischi di rialzi del prezzo del greggio in corso d’anno non sono trascurabili dato l’incerto quadro geopolitico. Ma al di là di pressioni verso l’alto dall’energia e da tassazione e prezzi amministrati, non vediamo rischi per la dinamica dei prezzi al consumo.

Italia. A gennaio i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,3% m/m sulla misura nazionale lasciando l’inflazione al 3,2% a/a da un precedente 3,3% a/a. Sulla dinamica mensile dovrebbe aver pesato ancora una volta il rialzo dei prezzi dei carburanti. Sulla misura armonizzata, i prezzi sono attesi in calo di 1,6% m/m per effetti stagionali di cui l’indice nazionale non tiene conto. Sulla misura armonizzata, l’inflazione è attesa calare al 3,6% a/a, da un precedente 3,7% a/a.

Stati Uniti
I nuovi occupati non agricoli a gennaio dovrebbero essere 145 mila, dopo +200 mila di dicembre. I nuovi occupati nel settore privato sono previsti a +165 mila (dopo 212 mila). Gli indicatori del mercato del lavoro sono coerenti con il proseguimento di una dinamica moderata dell’occupazione. A gennaio si dovrebbe vedere una crescita più modesta degli occupati privati nel commercio e nei trasporti. Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere invariato a 8,5%, come a dicembre. I salari orari sono attesi in linea con il trend, a +0,2% m/m. I dati complessivamente dovrebbero confermare la valutazione della Fed di un sentiero ancora molto lento di aggiustamento del mercato del lavoro, dando supporto all’aspettativa di introduzione di un nuovo stimolo monetario in tempi relativamente rapidi.

L’ISM del settore non manifatturiero a gennaio dovrebbe aumentare a 53 da 52,6 di dicembre. L’indagine a dicembre era stata positiva senza segnali di accelerazione dell’attività. I servizi restano su un sentiero di crescita più contenuto rispetto a quello del settore manifatturiero. Questo non solo riflette effetti derivanti dal cambio, ma anche una domanda delle famiglie più sostenuta nel comparto dei beni rispetto a quello dei servizi.


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