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Commento principali dati macro della settimana: 30 Gennaio – 3 Febbraio 2012

Il mercato del lavoro tedesco ha registrato continui miglioramenti nel corso degli ultimi 2 anni e ha proseguito tale tendenza anche a dicembre, quando ha registrato un ulteriore calo del numero dei disoccupati, favorito…


Autore: Francesca PanelliLaura Cavallaro
Fonte: Ufficio Studi – Aletti Gestielle SGR


Disoccupazione tedesca per gennaio (31 gennaio). Dicembre: -22K; 6.8%
Forecast: -10K; 6.8%

…..dal clima piuttosto mite che ha quindi sostenuto l’attività nel settore delle costruzioni. A gennaio dovrebbe proseguire il miglioramento, seppure ad un tasso inferiore rispetto a quello degli ultimi due mesi, sulla scia dei segnali nelle survey di fiducia delle imprese di intenzioni di assunzioni rimaste a livelli elevati. Il tasso di disoccupazione dovrebbe confermare il valore di dicembre di 6.8%, minimo dall’unificazione tedesca.

US Consumer Confidence per gennaio (31 gennaio). Dicembre: 64.5
Forecast: 68.0

La fiducia dei consumatori dovrebbe registrare il terzo aumento consecutivo, in linea con l’aumento dell’indice di fiducia della Michigan University, salito a gennaio a 75.0 da 69.9 di dicembre. Il rialzo dell’indice dovrebbe essere trainato dal rilascio di dati economici migliori delle attese, in particolare da quelli che hanno segnalato un forte miglioramento del mercato del lavoro per il mese di dicembre.

CPI flash estimate di Eurozona per gennaio (1 febbraio). Dicembre: 2.8 % yoy
Forecast: 2.7% yoy

L’inflazione tendenziale dovrebbe rimanere stabile al valore del mese precedente, quando aveva iniziato a moderare dal picco del 3% nell’attuale business cycle, pur rimanendo ancora al di sopra del 2% per il quattordicesimo mese. La previsione corrisponde ad un calo dei prezzi a livello congiunturale di -0.8% mom, basato sulle previsioni del CPI armonizzato tedesco (- 0.5% mom), di quello italiano (-1.8% mom) e di quello francese (-0.3% mom), a cui si unisce un modesto rialzo del prezzo del petrolio (2.7% mom in media a gennaio).

ISM manifatturiero per gennaio (1 febbraio). Dicembre: 53.9
Forecast: 54.6

L’ISM manifatturiero dovrebbe registrare il terzo rialzo consecutivo, sulla scia del miglioramento di alcune survey regionali, in particolare dell’Empire e del Philly Fed. Indicazioni di un possibile rialzo vengono anche dalla voce dei Nuovi Ordini: tale sottoindice è infatti leading indicator dell’headline e a dicembre ha registrato un rialzo a 57.6 da 56.7. Anche il sottoindice dei Prezzi Pagati dovrebbe vedere un aumento, in linea con il rincaro delle materie prime registrato in media nel mese.

Change in Nonfarm Payrolls per gennaio (3 febbraio). Dicembre: 200K
Forecast: 130K

L’incremento dei posti di lavoro dovrebbe risultare inferiore a quello di dicembre, sulla scia del venir meno di alcuni effetti temporanei. Dovrebbero infatti moderare le assunzioni nel comparto del commercio al dettaglio e dovrebbero terminare le assunzioni a tempo determinato dei corrieri dei pacchi natalizi. Dovrebbero invece continuare a dare un contributo positivo il settore manifatturiero e quello delle costruzioni, quest’ultimo favorito dal clima piuttosto mite per la stagione.

Cosa è successo la scorsa settimana:

Eurozona:
L’indice flash PMI composito della produzione relativo all’area Euro è salito a gennaio a 50.4 da 48.3 di dicembre, proseguendo il trend di rialzo in atto negli ultimi 2 mesi, ed è tornato in area di espansione per la prima volta negli ultimi 5 mesi. Il miglioramento dell’indice complessivo riflette i rialzi sia dell’indice relativo al settore manifatturiero (a 48.7 da 46.9) sia dell’indice relativo al settore dei servizi (a 50.5 da 48.8). Dall’indice sembra quindi venire una prima indicazione di stabilizzazione dell’attività economica dopo la contrazione che dovrebbe aver registrato nell’ultimo trimestre del 2011.

Germania: La survey IFO di fiducia del comparto industriale tedesco ha registrato a gennaio il terzo aumento consecutivo, attestandosi a 108.3 da 107.3 di dicembre e mantenendosi così al di sopra della propria media storica. Il forte miglioramento è imputabile unicamente al rialzo della componente di aspettative, salita a 100.9 da 98.6, mentre la componente delle condizioni correnti ha registrato una modesta correzione a 116.3 da 116.7.

Gran Bretagna:
Il PIL britannico ha registrato una contrazione di -0.2% qoq nell’ultimo trimestre del 2011, in peggioramento dal +0.6% qoq di Q3 2011. Su base tendenziale ha però registrato un’accelerazione a 0.8% yoy dallo 0.5% yoy del terzo trimestre. Dal dettaglio settoriale emerge che su base congiunturale il settore che ha registrato una contrazione più profonda è stato quello della produzione industriale (-1.2% qoq). In calo anche i settori relativi alle costruzioni (-0.5% qoq), all’attività estrattiva (-1.1% qoq) e ai trasporti. Stabili invece i settori dei servizi e quello finanziario.

Stati Uniti:
Nella riunione del FOMC del 25 gennaio i tassi sono stati mantenuti invariati tra lo 0% e lo 0.25%. E’ stata però introdotta la rivoluzione nella strategia di comunicazione, pubblicando, oltre alle nuove previsioni di crescita, inflazione e disoccupazione, anche il sentiero dei tassi di interesse atteso dai partecipanti, aumentando così la trasparenza. Proprio riguardo a quest’ultimo punto, nello statement è stata riportata l’indicazione di tassi ad un livello eccezionalmente basso almeno fino alla fine del 2014, prolungando così l’orizzonte temporale dei tassi di interessi ad un basso livello che fino al FOMC precedente era indicato fino alla metà del 2013. In particolare, dal dettaglio introdotto proprio in questo FOMC emerge che 3 partecipanti vedono il primo rialzo dei tassi entro il 2012, altri 3 nel 2013, 5 nel 2014, 4 nel 2015 e 2 nel 2016. Un’ulteriore novità di questo FOMC è stata l’indicazione per la prima volta di un livello di inflazione obiettivo al 2%.

Le vendite di case nuove hanno registrato un modesto calo a dicembre, attestandosi a 307K da 314K di novembre e scendendo quindi del 2.2% mom. Dal dettaglio emerge che il calo è stato concentrato nelle aree del sud e del midwest, mentre nelle aree del nordest e dell’ovest le vendite sono salite.

Il PIL per il quarto trimestre ha registrato un’accelerazione a 2.8% qoqa dall’1.8% qoqa del terzo trimestre, seppure risultando al di sotto della stima di consenso (3.0% qoqa). Contributi positivi sono venuti dai consumi privati, saliti del 2.0% qoqa, dagli investimenti fissi, in crescita del 3.3% qoqa, e dalle scorte. Al contrario, la spesa governativa ha registrato una contrazione (-4.6% qoqa) e il risultato netto del commercio con l’estero ha dato un modesto contributo negativo (-0.1% qoqa) a causa di un contributo positivo delle importazioni più forte di quello delle esportazioni.


Disclaimer

La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.


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