Weekly Economic Outlook: Sul monetario ancora in ribasso l’Euribor a 3 mesi

• Economia reale: negli Usa, la lettura preliminare del Pil nel 4Q evidenzia una crescita al 2,8% t/t annualizzato dall’1,8% del trimestre precedente, inferiore tuttavia alle attese, con un contributo positivo di scorte e consumi. Dati …

Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena


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deludenti giungono inoltre dal settore immobiliare: a dicembre flettono le vendite di case nuove (-2,2% m/m) e decelerano quelle di case in corso (4,4% a/a dal 6,9%). Nello stesso mese, rallentano gli ordini di beni durevoli (+3% m/m dal 4,3%) e le nuove richieste di disoccupazione tornano a salire nella scorsa settimana. In area Euro, il PMI manifatturiero di gennaio avanza a 48,7 punti, mentre quello servizi si riporta inaspettatamente al di sopra della soglia che segnala contrazione; in calo gli ordini industriali di novembre (-2,7% a/a da 1,5%). In Germania, l’indice Ifo, nella componente prospettica, a gennaio risale sopra quota 100 punti ed il Pmi manifatturiero risale sopra quota 50 punti. In Italia, a novembre calano ancora le vendite al dettaglio (-1,8% a/a da -1,4% a/a). A gennaio la fiducia dei consumatori resta sui minimi dal 1996 (a 91,6 punti) e le retribuzioni contrattuali di dicembre registrano il tasso di crescita tendenziale (+1,4%) più basso dal 1999.

• Tassi di interesse: negli Usa tassi di mercato in flessione, in particolare sul lungo periodo; spread 2-10Y americano in restringimento a 168 pb. In area Euro, movimento analogo per i tassi tedeschi con restringimento dello spread 2-10Y a 167 pb. Sul monetario ancora in ribasso l’Euribor a 3 mesi, che fissa venerdì scorso all’1,138%. Nella consueta riunione mensile, la Fed ha esteso l’impegno a mantenere tassi ai minimi almeno fino a fine 2014 per fornire uno stimolo alla crescita e all’occupazione. Rimangono alte le possibilità di un QE3 entro il 2012.

• Valute: settimana positiva per l’euro nei confronti delle principali valute, con il cross €/$ che incrocia a 1,32 in scia ai passi avanti nella definizione del Fiscal Compact e dell’Esm, emersi dalla riunione dell’Eurogruppo, uniti alla prosecuzione delle politiche accomodanti della Fed. Continua il movimento laterale del cross $/¥.

• Materie prime: acquisti generalizzati sulle commodity in scia all’indebolimento del $ e alle indicazioni della Fed. Bene i metalli industriali ed i preziosi; in recupero il gas naturale dopo i minimi da 10 anni della scorsa settimana. Volatili gli agricoli.

• Borse: settimana di rialzo per i listini europei; in lieve progresso le borse americane a fronte di un S&P vicino ai livelli di luglio 2011. In Europa buone le performance dell’automotive e delle basic resources, in calo i titoli tecnologici. Bene anche i mercati emergenti.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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