15 AGENDA

I market mover della settimana 6 – 10 febbraio 2012

Nell’area euro il focus sarà sugli sviluppi della crisi, con riferimento soprattutto all’esito dei negoziati sulla Grecia, e sulla riunione della BCE……


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La settimana è piuttosto povera di dati: gli unici indicatori in calendario saranno i dati sulla produzione industriale nei tre principali Paesi (e sugli ordini in Germania). Al di là della volatilità su base mensile, i dati mostrerebbero che il 2011 si è chiuso con una nota di particolare debolezza per l’industria. È troppo presto perché l’incipiente recupero per alcune indagini di fiducia possa tramutarsi in un cambiamento di tendenza per i dati reali sull’attività industriale.

In settimana ci sono pochi dati in pubblicazione negli Stati Uniti. La bilancia commerciale di dicembre dovrebbe registrare una modesta riduzione del deficit, coerente con un contributo marginalmente positivo alla crescita di fine 2011. La fiducia dei consumatori di febbraio dovrebbe segnare un marginale calo rispetto al mese precedente.

Lunedì 6 febbraio
Area euro

Germania. Gli ordini all’industria potrebbero rimbalzare (dello 0,9% m/m) a dicembre dopo il -4,8% m/m del mese precedente. Il trend annuo resterebbe comunque in negativo (-0,9%). Le indagini già da diversi mesi segnalano anche per la Germania un rallentamento degli ordini, in particolare dall’estero, anche se meno accentuato che nel resto dell’Eurozona.

È tuttora incerto se potrà o meno tenersi la riunione straordinaria dell’Eurogruppo sulla Grecia. La convocazione dipende dalla preventiva chiusura dei dossier sul PSI e sul programma di aggiustamento, quest’ultimo con l’eventuale contributo da parte dell’Eurosistema mediante cessione a prezzi inferiori al valore nominale dei titoli greci da esso detenuti. Più che il concambio con i creditori privati, il nodo è ora costituito dal consenso politico interno a sostegno delle misure richieste da UE e FMI.

Martedì 7 febbraio
Area euro

Germania. La produzione industriale è attesa in calo di -0,3% m/m a dicembre, dopo il -0,6% m/m visto a novembre. La variazione annua dovrebbe comunque accelerare (da 3,6% a 4,3%), ma anche in Germania l’industria dovrebbe aver dato un contributo negativo al PIL nell’ultimo trimestre del 2011, per via di un calo dell’output di circa un punto e mezzo su base trimestrale.

Giovedì 9 febbraio
Area euro
In calendario la riunione della BCE.

Venerdì 10 febbraio
Area euro

Francia. La produzione industriale è attesa in calo di almeno -0,5% m/m a dicembre dopo l’inatteso balzo di +1,1% m/m registrato il mese precedente. La crescita annua calerebbe a zero da 0,9% di novembre; si tratterebbe di un minimo dalla fine del 2009. Le indagini di clima continuano a segnalare un rallentamento per ordini e produzione con effetti sui mesi a venire.

Italia. La produzione industriale è attesa contrarsi di -0,6% m/m a dicembre, dopo il recupero
a sorpresa di tre decimi messo a segno il mese precedente. La variazione annua sprofonderebbe in territorio ancor più negativo a -10,8% in termini grezzi e a -5,1% su base corretta per i giorni lavorativi. Sarebbe un minimo da fine 2009. Il dato sarebbe coerente con una contrazione vicina al 3% t/t per la produzione industriale nell’ultimo trimestre del 2011, il che segnalerebbe una decisa flessione nello stesso periodo anche per il PIL.

Stati Uniti
La bilancia commerciale di dicembre dovrebbe registrare un deficit di 47,5 mld di dollari dopo l’ampio allargamento di novembre (+2,8 mld a 47,8 mld). A dicembre le esportazioni dovrebbero accelerare, e segnare una crescita più sostenuta delle importazioni. I prezzi all’import a dicembre sono scesi di -0,4% m/m (petrolio, -0,4% m/m), a fronte di un calo di -0,5% m/m dei prezzi all’export. I dati dovrebbero portare a una chiusura del deficit del trimestre rispetto a quanto ipotizzato nella stima advance del PIL, determinando una marginale revisione verso l’alto della stima di crescita.

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a febbraio (prel.) dovrebbe correggere modestamente a 74 da 75 di gennaio (stima definitiva). L’indagine dovrebbe vedere un modesto calo delle condizioni correnti da 84,2 di gennaio. Le aspettative di inflazione restano ben ancorate (a gennaio, 3,3% a 1 anno, 2,7% a 5 anni).


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