Tognoli Antonio Corporate Family Office SIM S.p.A. CFO SIM

CFO SIM – Voglio rendere l’elettricità così economica

CFO SIM Voglio rendere l’elettricità così economica che solo i ricchi si potranno permettere il lusso di utilizzare le candele (T.A. Edison).

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Antonio Tognoli Responsabile Macro Analisi e Comunicazione Corporate Family Office SIM S.p.A.


Phillyfed di ottobre peggiore delle stime (-8,7 punti contro -5 di settembre) che, come noto, sono da interpretarsi in senso negativo (ribassista) per il dollaro. Minori sono risultate le richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione (214k contro 230 stimati).

Attese degli investitori concentrate sul prossimo 27 ottobre, data in cui si riunirà la BCE. L’ultimo dato di inflazione, pari al 9,9% con quella core che ha toccato il 6,1% (5,5 in agosto), non lascia molto spazio all’immaginazione e i mercati si sono orami posizionati per un aumento di 75 bp.

La serie di aumenti per stroncare la crescita dei prezzi ridurrà la crescita economica del 4Q22 e porterà alla recessione nel 2023, come più volte abbiamo evidenziato. In questa fase riteniamo infatti errata la tesi secondo la quale per combattere costantemente l’inflazione sia necessario agire unicamente attraverso la politica monetaria e creditizia. Tra l’altro, nell’area euro non è più così da molto tempo, soprattutto alla luce del tasso di cambio dell’euro. Gli impulsi all’aumento dei prezzi all’importazione possono nel migliore dei casi rafforzare lo slancio dei prezzi dell’energia. E una recessione poco profonda non risolve purtroppo l’attuale situazione di minaccia.

Come sappiamo metà circa dell’inflazione è dovuta alla spaventosa crescita dei prezzi dell’energia che costringe l’Unione Europea a spendere quasi il 12% del suo PIL per l’energia. Gli USA si fermano al 5,3% del PIL e sono, tra le altre cose, esportatori netti di energia.

Con una inflazione determinata al 50% da costi occorre agire su questi, oltre che sui tassi. Il solo incremento del costo del denaro raffredderà sicuramente la dinamica inflattiva, ma a prezzo di una recessione (l’inflazione diventa causa ed effetto della sua stessa riduzione). Da qui si capisce come sia vitale e strategico l’accordo tra i diversi paesi sulla fissazione di un tetto al gas (sia pure dinamico e temporaneo) che metta l’Europa in condizione di ridurre la spesa complessiva per l’energia. La proposta è all’esame del meeting dei capi di stato dei 27 paesi che si è tenuto ieri e continuerà oggi.

Ma come è strutturato il piano varato all’inizio della settimana dalla Commissione, che verrà presentato oggi al Consiglio dal presidente C. Michel e che sarà all’ordine del giorno della riunione dei ministri dell’energia il 25 ottobre prossimo?

La Commissione ha suggerito di colmare il gap temporale fino a marzo e affrontare l’emergenza con un limite dinamico al prezzo, misura temporanea e di ultima istanza, da attivare se i prezzi dovessero andare di nuovo fuori controllo. Secondo la proposta dell’UE, se attivato, il tetto potrà restare in vigore per un periodo non superiore ai tre mesi. Si tratta quindi di introdurre un range di valori entro il quale il prezzo può oscillare, con un valore centrale dato da un indice per il prezzo del gas. Il price cap dinamico potrebbe essere la chiave per mettere d’accordo tutti gli stati che hanno diverse necessità e diversi ruoli nell’Unione, dopo la forte opposizione di Germania e Olanda ad un cap standard.

Il punto più importante del progetto prevede l’introduzione di un nuovo meccanismo di riferimento per stabilire il prezzo del gas, diverso da quello che si definisce sul Ttf, la Borsa di scambio del gas di Amsterdam. Il Ttf, meccanismo valido per supportare gli investimenti in energia rinnovabile quando il gas quotava circa 20 -30 euro al Mwh, verrà sostituito con un nuovo indice più aderente alla realtà del mercato e quasi esclusivamente dedicato al Gnl.

I tecnici dell’ACER (Agenzia europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia), sono al lavoro da tempo per avere pronto il nuovo indice entro marzo 2023 (in tempo utile per la nuova stagione di riempimento degli stoccaggi). Sorprendentemente, dalla bozza mancherebbe invece un tetto che si applicherebbe al gas utilizzato per produrre elettricità.

La partita che ieri era tutt’altro che chiusa con la querelle proprio sulla proposta del price cap dinamico, sulla quale i falchi del Nord Europa hanno dato battaglia, ha visto invece un accordo in extremis. Si è concordato di lavorare su misure per contenere i prezzi dell’energia per le famiglie e le imprese Saranno mobilitati tutti gli strumenti, nazionali e comunitari per affrontare la crisi dell’energia, ha spiegato Michel in conferenza stampa. E’ stata inoltre ribadita la determinazione a lavorare assieme per proteggere il mercato interno, ha aggiunto.

I rischi generali sono principalmente a livello geo-politico. Mosca infatti sta da giorni minacciando un blocco totale dell’export di gas naturale verso l’Europa, che comunque secondo recenti stime potrebbe essere oggi intorno al 10% del totale consumato (mediamente nel 2021 è stato del 45%).

L’altra importante decisione presa dalla Commissione è stata quella dell’acquisto comune di gas a livello Europeo. La partecipazione sarà obbligatoria per i Paesi membri almeno fino al 15% del volume totale di riempimento degli stock. Chiaro che questa decisione è strategica per mettere le mani sulle forniture di gas competitive a livello mondiale e scongiurare così una gara tra i governi europei sul mercato. Anche l’industria è invitata a prendervi parte.

La domanda delle domande. La risposta è: dipende dalla profondità e dalla lunghezza della recessione. Quest’ultima infatti è destinata a gravare sui prezzi sia del petrolio che del gas quindi in generale sui titoli energetici. Nonostante questo e i tagli agli obiettivi di prezzo delle società, Wall Street rimane positiva sulle azioni energetiche. Secondo i dati raccolti da Bloomberg, due terzi circa delle società dell’indice S&P 500 Energy hanno un rating di acquisto. È uno dei settori più quotati sul mercato, dietro l’informatica e il settore immobiliare.

Fonte : BondWorld.it


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