Intesa Sanpaolo – Oggi in Italia la stima finale di ottobre dovrebbe rivedere al ribasso la crescita dei prezzi al consumo. La revisione riguarderebbe la componente energia, ed è imputabile al nuovo metodo introdotto dall’ARERA per l’aggiornamento delle tariffe.
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Ieri in Germania l’indice ZEW è salito più del previsto, sia per quanto riguarda le aspettative (-36,7 da -59,2) che la situazione corrente (-64,5 da -72,2), pur rimanendo in territorio ampiamente espansivo. Nei Paesi Bassi nel 3° trimestre il PIL è calato di -0,2% t/t (3,1% a/a) mentre la seconda stima relativa al complesso dell’Eurozona ha confermato l’espansione allo 0,2% t/t (2,1% a/a). In area euro durante l’estate gli occupati sono cresciuti dello 0,2% t/t (1,7% a/a) mentre a settembre si è registrato un restringimento del disavanzo commerciale in scia alla correzione dei prezzi energetici.
Negli Stati Uniti, oggi la produzione industriale di ottobre dovrebbe mostrare un aumento di 0,2% m/m, con una variazione solida per il manifatturiero e moderazione nelle utility, per via del clima mite. Le vendite al dettaglio di ottobre dovrebbero accelerare, con un rialzo di 0,9% m/m, spinto dalle auto e dalla benzina. Al netto delle auto, le vendite dovrebbero aumentare di 0,4% m/m, ed essere solo modestamente positive escludendo anche la benzina e i materiali da costruzione.
Ieri, l’indice Empire della NY Fed a novembre ha registrato un incremento di 14 punti a 4,5, primo dato positivo da luglio, con un’indicazione di attività circa stabile, ordini in calo e marginale incremento delle consegne. L’indagine mostra un segnale positivo per l’occupazione, rafforzato anche da un aumento della settimana lavorativa. Gli indici a 6 mesi sono negativi, con le condizioni generali in ulteriore calo. Il PPI di ottobre ha mostrato un aumento di 0,2% m/m, con l’indice core invariato su base mensile. Nel comparto dei beni core si conferma il trend verso il basso che si sta trasferendo anche sui prezzi al consumo. Per quanto riguarda i servizi, nonostante il risultato favorevole di ottobre, per valutare il trend sottostante occorre escludere il contributo dei servizi finanziari che riflettono la correzione dei mercati degli ultimi mesi, osservando che i servizi sanitari sono ancora in aumento solido. Pertanto, occorre non sovrastimare il rallentamento del PPI e i segnali di rallentamento del deflatore di ottobre.
Dalla Fed, Bostic (Atlanta Fed) ha discusso l’importanza dei ritardi “lunghi e variabili” con cui agisce la politica monetaria e affermato che ora la Fed “calibra la politica sapendo che non vedrà il suo pieno impatto sull’inflazione per mesi”. Bostic riconosce che gli interventi necessari a piegare l’inflazione possono generare una recessione, che però è “l’alternativa preferibile” rispetto a un’inflazione radicata.
In Giappone, gli ordini di macchinari a settembre hanno sorpreso verso il basso con un calo di -4,6% m/m, contro attese di consenso per un incremento di 0,7% m/m, dopo una contrazione di -5,8% m/m ad agosto. La variazione trimestrale estiva segna una battuta d’arresto, con una flessione di -1,6% t/t, dopo 8,1% t/t della primavera. La previsione delle imprese è di ripresa, con +3,6% t/t nel 4° trimestre e indicazioni di andamento positivo della dinamica degli investimenti nel 4° trimestre.
Fonte: BondWorld.it
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