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Il Punto : Area euro – Indagini di fiducia migliori delle attese

Il Punto : Area euro – Indagini di fiducia migliori delle attese a novembre ma le prospettive restano deboli.

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Le stime flash degli indici PMI e la prima lettura della fiducia dei consumatori della Commissione Europea, nonché le indagini nazionali in Germania e Italia, hanno sorpreso al rialzo suggerendo minori rischi al ribasso sull’attività economica nel breve termine. Continuiamo a ritenere probabile una contrazione del PIL tra fine 2022 e inizio 2023, che però potrebbe rivelarsi meno accentuata di quanto previsto fino a qualche settimana fa. I rischi potrebbero però essere rimandati a una possibile recrudescenza della crisi energetica nella parte centrale del 2023, in relazione alla necessità di ricostituzione delle scorte di gas dopo il periodo invernale.

Stati Uniti – 2023: i tempi sono maturi per guardare al prossimo ciclo dei tassi. I verbali della riunione del FOMC di novembre hanno confermato il probabile passaggio a una fase di rialzi dei tassi modulati non solo in base ai dati correnti ma, soprattutto, in base agli effetti attesi della restrizione in atto. La vera incertezza ora riguarda i contorni della recessione e i tempi dell’inizio del ciclo di riduzione dei tassi: tutte le svolte economiche (ciclo, inflazione, salari) dovrebbero avvenire nel 2023, forse anche quella dei tassi.

I market mover della settimana

In area euro il focus della settimana sarà sulle stime flash dei prezzi al consumo di novembre. Ci aspettiamo un contenuto rallentamento dell’inflazione in Italia e nel complesso dell’Eurozona, a fronte di un aumento in Germania e Francia. I dati sul mercato del lavoro dovrebbero registrare una stabilità del tasso di disoccupazione in area euro (a ottobre) e in Germania (a novembre), e una salita in Italia (a ottobre). Gli indici di fiducia della Commissione Europea e le stime finali dei PMI manifatturieri concluderanno la tornata di indagini congiunturali di novembre confermando il trend di generalizzato recupero di morale. In Francia ci aspettiamo che i consumi di beni siano tornati a flettere in ottobre.

Questa settimana negli Stati Uniti verranno pubblicati i principali dati del mercato del lavoro e ci sarà un discorso di Powell su scenario economico e mercato del lavoro. Gli occupati non agricoli a novembre dovrebbero essere ancora in aumento solido, se pure a un ritmo in via di rallentamento, e il tasso di disoccupazione è previsto stabile a 3,7%, sulla scia di una ripresa della forza lavoro in linea con quella dell’occupazione. Anche la Jobs Openings and Labor Turnover Survey di ottobre sarà sotto i riflettori, per aggiornare i trend di domanda e offerta. A ottobre, la spesa personale è prevista in rialzo sostenuto, spinta sia dai beni sia dai servizi, a fronte di una crescita più contenuta del reddito personale, con un conseguente ulteriore calo del tasso di risparmio. Il deflatore core è previsto in rialzo di 0,3% m/m, ma a novembre la dinamica mensile dovrebbe riaccelerare. Fra i dati relativi a novembre, la fiducia dei consumatori dovrebbe essere in ulteriore calo e l’ISM manifatturiero dovrebbe entrare in territorio marginalmente recessivo, con segnali di rallentamento della domanda, aumento delle scorte e allentamento delle strozzature all’offerta. Infine, la seconda stima del PIL del 3° trimestre è prevista in rialzo a 2,8% t/t ann.

Fonte: BondWorld.it


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