Intesa Sanpaolo – Oggi in Germania il tasso di disoccupazione è atteso invariato al 5,5% a novembre, mentre in Francia la spesa per consumi potrebbe riportare un calo ad ottobre (-0,3% m/m) dopo l’ampio progresso di settembre.
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In calendario anche le stime finali del PIL nel 3° trimestre, che ci aspettiamo confermino le letture preliminari in Italia (0,5% t/t), Francia (0,2%) e Belgio (-0,1%). Ma i dati più attesi sono le stime preliminari dell’inflazione armonizzata nel mese di novembre in Italia, vista all’11,7% dal 12,6%, in Francia, attesa al 7,2% dal 7,1%, e nell’Eurozona , che ci attendiamo scenda al 10,2% da 10,6% di ottobre.
Ieri in Germania, l’inflazione armonizzata è scesa all’11,3% a/a dal 11,6% precedente, mentre su base nazionale l’inflazione è calata al 10% a/a dal 10,4% di ottobre. Anche l’inflazione spagnola ha sorpreso al ribasso (6,8% a/a da 7,3%). In Italia il fatturato industriale (espresso sia in prezzi che in volume) è calato di -1,2% m/m a settembre mentre ad ottobre il PPI ha registrato la prima flessione mensile in quasi due anni (-3,3% m/m) spiegata interamente dalla correzione dei prezzi energetici. In area euro le indagini di fiducia della Commissione Europea di novembre hanno riportato un miglioramento dell’indice composito ESI a 93,7 da 92,7. Il progresso è spiegato dal recupero del morale dei consumatori e delle imprese dei servizi. È invece calata ancora la fiducia industriale.
Negli Stati Uniti oggi il mercato del lavoro sarà al centro dell’attenzione su diversi fronti. Prima di tutto, il discorso di Powell su “Scenario economico e mercato del lavoro” dovrebbe sottolineare il ruolo centrale dell’eccesso di domanda e della dinamica salariale nella determinazione dell’inflazione e, di conseguenza, della politica monetaria. In termini di dati, la stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati è vista dal consenso a 200 mila, ancora in linea con un mercato del lavoro al pieno impiego. Più importanti ancora saranno le informazioni della Job and Labor Turnover Survey, che dovrebbero fare luce sul trend della domanda di lavoro e su una possibile riduzione dello squilibrio fra posizioni aperte e manodopera disponibile. La seconda stima del PIL del 3° trimestre dovrebbe esser rivista marginalmente verso l’alto, con una variazione di 2,7% t/t ann. Infine, il Beige Book dovrebbe riportare ancora espansione moderata, grazie alla fine delle strozzature all’offerta e a consumi positivi, con indicazioni di minori pressioni sui prezzi, coerenti con l’aspettativa di un rallentamento del ritmo dei rialzi dei tassi alla riunione del FOMC di dicembre.
Ieri, la fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a novembre ha mostrato un calo a 100,2 da 102,2 di ottobre, con correzioni sia della situazione corrente sia delle aspettative. Dalla Fed, Bullard (St Louis Fed) ha detto che i rialzi dei tassi attuati finora hanno quasi rimosso del tutto lo stimolo monetario e la politica monetaria si sta avvicinando a una fase “ordinaria”, in cui torna a essere dipendente dai dati in uscita, come negli anni ’90.
In Giappone, la produzione industriale di ottobre ha registrato un calo di -2,6% m/m, ma le imprese prevedono output in ripresa a novembre e dicembre.
In Cina gli indici PMI rilevati dall’ufficio statistico (NBS) sono stati inferiori alle attese, segnalando un rallentamento dell’attività economica anche nel mese di novembre.
Fonte: BondWorld.it
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