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I mercati valutari: Dopo il sì agli aiuti per la Grecia l’euro è salito, tanto quanto avrebbe dovuto (tecnicamente) salire.

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La correzione potrebbe scattare già adesso, ma se così non fosse si tratterebbe solo di un rinvio….


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La sterlina ha iniziato a dare segnali di debolezza propria: passata in secondo piano la questione greca, dati negativi possono tornare a far scendere la sterlina. Lo yen prosegue il calo: eventuali interruzioni di trend sono da interpretarsi solo come delle pause.

EUR – Il tanto atteso e più volte rinviato sì agli aiuti per la Grecia è arrivato. L’euro ne ha beneficiato, portandosi da 1,31 a 1,34 EUR/USD. Qui avevamo detto che si collocavano gli obiettivi tecnici. In particolare, 1,3436 rappresenta il livello di “normale” risalita dopo il recupero Intrapreso a metà gennaio. Fino a tale soglia non è compromessa la possibilità di un dietrofront verso/sotto 1,30 sull’1m circa. Il fronte rialzista parte invece a 1,3638-1,3706.

Con il cambio che ha sostanzialmente completato – sotto il profilo puramente tecnico – l’onda rialzista in essere, viene spontaneo chiedersi se a questo punto continui il trend o faccia inversione. Il mercato (speculativo) rimane fortemente corto, il che non agevola una correzione, ma non è sufficiente a evitarla. Per quanto riguarda il problema Grecia, è vero che il nodo più grosso è stato sciolto, ma resta comunque molto da fare, e non ci sarà nulla di facile e scontato. Altre questioni dovranno essere risolte la prossima settimana prima di giovedì, giorno in cui si riunisce il Consiglio Europeo. Il sentiment di mercato potrà dunque tornare a essere improntato alla cautela. L’asta della BCE dovrebbe essere positiva per i mercati, ma anch’essa non ci sembra sufficiente a generare una nuova ondata di ottimismo e quindi una nuova gamba di apprezzamento dell’euro oltre 1,35. Il quadro economico-finanziario potrebbe restare difficile nel breve, potenzialmente potrebbe essere proprio questa la fase di passaggio più ardua dell’anno. Abbiamo quindi una leggera preferenza per l’ipotesi che si prepari una seppur breve fase correttiva. La correzione potrebbe anche essere preceduta da una breve fase di trading range. Il fronte ribassista si apre al di sotto di 1,3233-1,3165. Comunque, quand’anche l’euro dovesse fare overshooting, complice il posizionamento prevalente di mercato, lo scenario di correzione non dovrebbe venire compromesso, ma solo rinviato.

GBP – La sterlina ha cominciato a dare qualche segnale di debolezza propria. Lo si è visto con la pubblicazione dei verbali BoE. Da questi, infatti, è emerso che a inizio mese due membri del board, Adam Posen e David Miles, hanno votato per un aumento dell’APF superiore a quello che invece è stato deciso. È bastato questo per scardinare la correlazione positiva tra GBP/USD ed EUR/USD e far scendere autonomamente la sterlina sia contro dollaro sia, soprattutto, contro euro. Ora che la questione greca non è più in primo piano come prima, indicazioni negative dall’economia britannica dovrebbero far scendere la sterlina contro dollaro, rendendo l’1,55 GBP/USD più abbordabile. Tra i dati in uscita la prossima settimana il più importante è giovedì il PMI manifatturiero di febbraio, atteso in modesto calo. La nostra aspettativa è più pessimistica di quella del consenso. Quanto peggiori saranno i dati, tanto maggiore sarà la risposta ribassistadella sterlina, sia contro dollaro sia contro euro.

JPY – Lo yen ha continuato a scendere, soprattutto contro euro, ma è arrivato a un livello critico, sia contro dollaro (area 80 USD/JPY) sia contro euro (area 108 EUR/JPY). Non è semplice dire se la prossima settimana possa verificarsi una pausa con parziale ritracciamento prima che la discesa continui o se invece il calo possa proseguire indisturbato. Comunque, salvo delusioni dai dati USA l’USD/JPY dovrebbe riuscire a portarsi verso valori più elevati (almeno area 81). In tal caso l’EUR/JPY salirebbe ancora di più, perché l’eventuale ulteriore rafforzamento dell’EUR/USD amplificherebbe quello dell’USD/JPY. Come già detto però, quand’anche vi fosse un’interruzione del trend, si tratterebbe solo di una (breve) pausa.

SEK – Dall’ultimo taglio dei tassi della Riksbank (16 febbraio) la corona svedese si è leggermente indebolita contro euro, anche se di poco. Il cambio si è tendenzialmente assestato al di sopra di 8,80 EUR/SEK. Mercoledì 29 febbraio verranno pubblicati i verbali dell’ultimo incontro di politica monetaria. Per quanto la Banca centrale abbia già reso noto il suo nuovo scenario, è possibile che i verbali contengano qualche ugualmente dettaglio utile per meglio valutare se vi sia spazio per ulteriore allentamento. In tal caso la corona ne verrebbe penalizzata e potrebbe provare un test di 8,9000EUR/SEK.


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