15 AGENDA

I market mover della settimana 05 – 09 marzo 2012

Nell’area euro, il focus sarà sul Summit europeo del 1° marzo, che avrà ad oggetto la firma del nuovo Trattato a 25 e l’aumento della dotazione del nuovo fondo salva-Stati. …… 


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I market mover della settimana
Nell’area euro il focus resterà sugli sviluppi della crisi soprattutto in Grecia, oltre che sulla riunione della BCE. I dati in calendario vedranno una conferma dei valori (recessivi) del PIL di fine 2011 e dei PMI di febbraio. I primi dati reali sull’industria a inizio 2012 dovrebbero mostrare un rimbalzo in Germania e Francia e viceversa un forte calo in Italia. Le vendite al dettaglio sono attese in crescita a gennaio dopo il calo di dicembre (ma il trend resta assai depresso).

La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. I nuovi occupati dovrebbero registrare un aumento in linea con la media degli ultimi tre mesi e il tasso di disoccupazione dovrebbe essere stabile a 8,3%, confermando il lento progresso del mercato del lavoro. L’ISM del settore non manifatturiero è previsto circa stabile a febbraio. La seconda stima di produttività e costo del lavoro di fine 2011 dovrebbe essere poco variata.

Lunedì 5 marzo
Area euro

– La seconda lettura dei PMI di febbraio dovrebbe confermare la stima flash di un indice dei servizi in calo a 49,4 da 50,4; tenuto conto che il manifatturiero è migliorato a 49 da 48,8, l’indice composito dovrebbe essere confermato in calo a 49,7 dal 50,4 precedente. Il livello del PMI è coerente con una crescita del PIL in un intorno dello zero, pertanto gli indici di fiducia segnalano sì una stabilizzazione ma non ancora una ripresa dell’attività produttiva.
– Le vendite al dettaglio sono attese rimbalzare di 0,5% m/m a gennaio dopo il -0,3% m/m di dicembre. Il dato dovrebbe essere trainato soprattutto dalla Francia, dove le vendite al netto delle auto sono salite del 2,1% m/m. In ogni caso, la crescita annua resterà negativa e l’andamento della fiducia dei consumatori non segnala un recupero nel breve termine.

Stati Uniti
– L’ISM del settore non manifatturiero è previsto a 56,5 a febbraio, da 56,8 di gennaio.
L’indagine di gennaio era stata molto positiva con un forte aumento della componente attività sui massimi da febbraio 2011 (a 59,5 da 55,9 di dicembre). Anche ordini e occupazione avevano registrato un ampio rialzo. Il Beige Book segnala stabilità nel settore dei servizi non finanziari che indica una probabile stabilizzazione dell’indice complessivo dell’ISM non manifatturiero sui livelli elevati di gennaio.

Martedì 6 marzo
Area euro

– La seconda lettura dei dati di contabilità nazionale del 4° trimestre 2011 dovrebbe confermare il -0,3% t/t della stima flash, primo dato in negativo da due anni e mezzo. Tutte le principali componenti dovrebbero aver mostrato un segno meno nel trimestre, a cominciare dagli investimenti (-0,6%) fino ai consumi sia pubblici che privati (entrambi in calo di un decimo nelle nostre stime). Anche nel trimestre in corso il PIL dell’area dovrebbe essere calato, ma la contrazione potrebbe risultare meno marcata di quella vista a fine 2011.

Mercoledì 7 marzo
Area euro

– Germania. Gli ordini all’industria potrebbero rallentare a 0,9% m/m a gennaio dopo il +1,7% m/m di dicembre. Il trend annuo tornerebbe comunque in negativo, a -1,3% dopo il +0,1% a/a del mese precedente. La recente tenuta dell’indice IFO anche con riferimento alle valutazioni delle imprese sulle commesse segnala che, soprattutto grazie all’export extra-UE, il rallentamento dell’attività industriale in Germania è di lieve entità.

Stati Uniti
– La stima dei nuovi occupati non agricoli privati dell’ADP a febbraio è vista a 200 mila dal consenso, in lieve accelerazione rispetto al dato di gennaio (170 mila). La stima di gennaio era stata inferiore rispetto al dato effettivo dell’employment report (+257 mila).
– La crescita della produttività nel 4° trimestre dovrebbe essere rivista verso l’alto a +0,9% t/t da 0,7% t/t della prima stima, alla luce della revisione della crescita del PIL. Il costo del lavoro per unità di prodotto dovrebbe essere marginalmente inferiore a +1,1% t/t da 1,2% t/t.

Giovedì 8 marzo
Area euro

– Dopo la seconda asta a 36 mesi, riteniamo che la BCE, alla riunione di marzo, vorrà prendere tempo per valutare gli effetti della massiccia iniezione di fondi sulle condizioni di mercato. La BCE non farà quindi nessun annuncio, ma manterrà aperte tutte le opzioni e segnalerà la disponibilità ad ulteriori interventi in caso di rinnovate pressioni. Un taglio del refi al di sotto dell’1,0% è improbabile, dati i segnali di stabilizzazione ciclica ed il netto miglioramento del bilancio dei rischi che si è innescato con le aste a tre anni.
– Germania. La produzione industriale è attesa rimbalzare a gennaio (di 0,7% m/m nelle nostre stime) dopo l’anomalo calo di dicembre (-2,9% m/m). La variazione annua dovrebbe comunque rallentare (a 0,8%). Anche in Germania il trend per l’attività industriale rimane in rallentamento, anche se meno marcato che nel resto dell’area euro.

Venerdì 9 marzo
Area euro

– Francia. La produzione industriale è attesa rimbalzare di almeno 0,5% m/m a gennaio dopo il crollo di dicembre (-1,4% m/m). La variazione annua risulterebbe comunque poco variata a -1,1% da -1,3% precedente. Le indagini di clima continuano a segnalare un rallentamento per ordini e produzione con effetti sui mesi a venire.
– Italia. La produzione industriale è attesa contrarsi di almeno -1,8% m/m a dicembre, dopo il balzo a sorpresa (con ogni probabilità dovuto ad anomalie nella destagionalizzazione) di dicembre. La variazione annua resterebbe in territorio negativo, a -0,5% in termini grezzi e a -3,5% su base corretta per i giorni lavorativi. Poiché anche a febbraio c’è da attendersi un’altra contrazione, complici i problemi legati agli scioperi degli autotrasportatori e all’effetto del maltempo, il trimestre è in rotta per un’altra flessione dopo il -2,1% t/t visto negli ultimi tre mesi del 2011.

Stati Uniti
– L’employment report dovrebbe mostrare una variazione degli occupati non agricoli di 210 mila unità. Gli occupati nel settore privato dovrebbero essere in aumento di 225 mila. Lo spaccato per settore dovrebbe mostrare una variazione nei servizi circa in linea con quella di gennaio (+170 mila), a fronte di un aumento più contenuto per il manifatturiero e soprattutto per le costruzioni.
A gennaio nell’industria i nuovi occupati erano stati 81 mila, sostenuti anche dal clima particolarmente favorevole, la variazione a febbraio dovrebbe essere vicina a 30-40 mila posti. Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere invariato a 8,3%, con la previsione di un possibile rialzo del tasso di partecipazione dal nuovo minimo toccato a gennaio (63,7%). I salari orari sono attesi
in aumento di 0,2% m/m, confermando una dinamica su base tendenziale inferiore all’andamento dell’inflazione.
– La bilancia commerciale a gennaio dovrebbe registrare un deficit di -49 miliardi di dollari, poco variato rispetto al dato di dicembre (-48,8 miliardi), segnando il terzo ampliamento consecutivo.
Le importazioni riflettono soprattutto l’aumento del prezzo del petrolio, mentre l’export sta rallentando in risposta all’indebolimento della domanda mondiale. Il contributo del canale estero alla crescita dovrebbe essere circa nullo anche nel 1° trimestre 2012, come a fine 2011.


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