Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Area Euro Produzione industriale

Intesa Sanpaolo – Nell’area Euro questa settimana i dati di novembre dovrebbero registrare un rimbalzo della produzione industriale in Francia, Italia e nel complesso dell’Eurozona dopo le flessioni registrate nel mese precedente.

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Il dato tedesco, appena pubblicato, mostra una crescita marginale di 0,2% m/m, dopo il calo di -0,4% m/m a ottobre. Da segnalare nei prossimi giorni anche la stima annua del PIL tedesco e (oggi) i dati dell’eurozona sulla disoccupazione.

I prezzi al consumo nell’Eurozona sono calati di -0,3% m/m a dicembre grazie all’ampia correzione dei listini energetici. L’inflazione è scesa per il secondo mese portandosi a 9,2% a/a ; tuttavia, l’indice al netto di alimentari freschi ed energia ha registrato una accelerazione a 6,9% a/a da 6,6% di novembre. Anche in Italia l’inflazione armonizzata è calata, da 12,6% al 12,3%, mentre l’indice al netto di energia e alimentari freschi è salito dal 6,1% al 6,4% a/a. Il PPI dell’eurozona è rallentato in novembre da 30,5% a 27,1% a/a. Le indagini di fiducia della Commissione Europea di dicembre hanno registrato un miglioramento dell’indice composito ESI a 95,8, con progressi diffusi a tutti i settori.

Negli Stati Uniti , oggi non ci sono dati in uscita. In settimana ci saranno poche informazioni nuove, ma importanti. Il focus sarà sul CPI di dicembre, che dovrebbe registrare variazioni contenute e confermare, se pure in via preliminare, che il picco dell’inflazione è alle spalle. La fiducia dei consumatori di gennaio dovrebbe migliorare ulteriormente grazie al calo del prezzo della benzina. Anche la Fed sarà sotto i riflettori: sei discorsi in settimana, di cui uno di Powell domani.

I dati del mercato del lavoro di dicembre hanno dato ancora segnali positivi sull’occupazione, con un aumento di occupati non agricoli di 223 mila, e modeste revisioni verso il basso per ottobre e novembre. La dinamica occupazionale è positiva nella maggior parte dei settori, anche in quelli in fase recessiva come manifatturiero e costruzioni. Gli occupati rilevati dall’indagine presso le famiglie sono cresciuti di 717 mila. La forza lavoro è aumentata di 253 mila unità, e il tasso di disoccupazione è in calo a 3,5%, minimo da febbraio 2020. I dati confermano un quadro di crescita occupazionale, ma ci sono anche informazioni coerenti con un indebolimento del mercato del lavoro. I salari danno un segnale di rallentamento, con una variazione mensile di 0,3% m/m e, soprattutto, revisioni verso il basso dei dati precedenti, che riportano la crescita annua a 4,6% a/a. La settimana lavorativa è in calo per tutte le tipologie di occupati.

L’ISM dei servizi di dicembre ha sorpreso ampiamente verso il basso, con un calo sotto 50 per la prima volta da maggio 2020, e correzioni ampie e diffuse a tutti i sotto-indici. Le imprese riportano una domanda generalmente più debole, con riduzione dei margini e timori per una prossima recessione. La bilancia commerciale di novembre ha mostrato un deficit in chiusura a 61,5 mld, da 77,8 mld di ottobre, sulla scia di un crollo delle importazioni che ha più che compensato la correzione più modesta delle esportazioni. I nuovi sussidi di disoccupazione al 31 dicembre sono calati a 204 mila, con segnali ancora in linea con un mercato del lavoro solido.

Dalla Fed, si segnala che l’entità del prossimo rialzo è ancora incerta. Bullard (St Louis Fed) ha detto che il livello dei tassi appropriato è vicino ed è opportuno vedere come si evolvono i dati prima di decidere se attuare un rialzo di 25 o di 50pb alla prossima riunione. A suo avviso la Fed dovrebbe portare i tassi appena sopra il 5%. Cook (Board) e Bostic (Atlanta Fed) hanno ribadito che l’inflazione rimane “troppo elevata” nonostante segni recenti di raffreddamento. Barkin (Richmond Fed) ha dichiarato che “ha più senso guidare in modo più deliberato” (cioè più graduale) dopo i rialzi aggressivi del 2022. George (Kansas City Fed, prossima al pensionamento) ha affermato che un elemento essenziale delle discussioni del FOMC resta l’entità della restrizione da attuare ancora. Evans (Chicago Fed), che lascerà la Fed prima della prossima riunione, valuta positivamente il sentiero disinflazionistico attuale, che potrebbe permettere alla Fed di riportare il ritmo dei rialzi a 25pb anche dalla prossima riunione.  

Fonte: BondWorld.it


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