Intesa Sanpaolo – In area euro la seconda lettura dovrebbe confermare che l’inflazione a dicembre è calata al 9,2% da 10,1% di novembre. In calendario anche la produzione nelle costruzioni che dovrebbe essere tornata a calare a novembre dopo due mesi di incremento.
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Ieri, in Germania l’indice ZEW, che misura le aspettative a 6 mesi di analisti e investitori istituzionali sull’economia, è migliorato per il quarto mese consecutivo a gennaio, a 16,6 da -23,3 precedente. Si tratta di un massimo dallo scoppio della guerra in Ucraina.
Negli Stati Uniti oggi verranno pubblicate le vendite al dettaglio di dicembre, che dovrebbero segnare una correzione di- 0,6% m/m, sulla scia di una significativa contrazione nel comparto auto, amplificata dal calo del prezzo della benzina. Anche al netto delle auto le vendite dovrebbero essere in flessione per il secondo mese consecutivo, con una variazione prevista di -0,3% m/m. L’entrata solida dei consumi nel 4° trimestre dovrebbe comunque la spesa reale in rialzo anche in autunno. La produzione industriale a dicembre dovrebbe essere in calo di -0,1% m/m, dopo -0,2% m/m di novembre, con contributi negativi diffusi. Il PPI di dicembre è previsto stabile su base mensile, e l’attenzione sarà concentrata sui prezzi dei servizi per i consumatori rilevanti per la previsione del deflatore di dicembre, in uscita la prossima settimana. Il Beige Book dovrebbe dare un quadro di rallentamento della domanda e riduzione delle pressioni su prezzi e salari. Ieri, l’indice Empire della NY Fed di gennaio è sceso a -32,9 da -11,2, con indicazioni di crescente debolezza, confermata da ampie flessioni di ordini, consegne, ordini inevasi, ore lavorate e occupati. Anche gli indici di prezzo proseguono sul trend verso il basso.
In Giappone, la riunione della BoJ si è conclusa con un voto unanime a favore del mantenimento del controllo della curva, con obiettivi di -0,1%per il tasso overnight e di un intervallo fra -0,5% e +0,5% per i rendimenti a 10 anni, contro aspettative per modifiche su questo fronte. L’inflazione è prevista sotto il 2% nel 2023-24, dopo un rialzo transitorio al 3% nel 2022. L’aspettativa di una modifica dell’intervallo di fluttuazione dei rendimenti a 10 anni, o addirittura una sua abolizione, era stata alimentata dal rialzo dell’intervallo attuato a dicembre sotto la pressione dei mercati. La riunione di gennaio è la penultima con Kuroda come governatore e una discussione del controllo della curva a questo punto sembra rinviata alla fase post-Kuroda. Tuttavia, il voto unanime a favore della versione attuale e lo scenario di inflazione sempre sotto il 2% segnalano che al momento la BoJ non ritiene opportuno rendere la politica monetaria meno espansiva.
Fonte: BondWorld.it
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