Intesa Sanpaolo – Negli Stati Uniti, oggi il focus sarà sulla riunione del FOMC, che dovrebbe concludersi con un rialzo dei fed funds di 25pb, a 4,75%.
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Il comunicato dovrebbe rilevare un indebolimento della domanda, pur in presenza di un mercato del lavoro ancora solido, e segnali preliminari di ritracciamento dell’inflazione e della dinamica salariale (soprattutto dopo i dati dell’Employment Cost Index usciti ieri). Nella conferenza stampa, riteniamo che Powell riconoscerà le informazioni incoraggianti sul calo dell’inflazione, ma ribadirà i rischi per lo scenario, concentrati sul mercato del lavoro e sull’inflazione dei servizi core ex-abitazione. Le parole di Powell dovrebbero cercare di contrastare l’allentamento delle condizioni finanziarie generato dai mercati, ma non potranno prevalere sul fatto che il ciclo dei rialzi è al termine.
Ieri, l’Employment Cost Index del 4° trimestre ha registrato il secondo rallentamento consecutivo, con un rialzo di 1% t/t (5,1% a/a), dopo 1,2% t/t dell’estate e 1,4% della primavera. La dinamica di salari e stipendi è in via di indebolimento, a 1% t/t (5,1% a/a) da 1,3% t/t (5,1% a/a) del 3° trimestre. I salari nel settore privato sono in rialzo di 1% t/t, da 1,2% t/t, grazie a una crescita più moderata nei servizi. La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a gennaio è calata a 107,1 da 109 di dicembre, con un miglioramento delle condizioni correnti e una correzione dell’indice di aspettative a 77,8, livello tipicamente associato con una recessione.
Oggi in area euro l’attenzione sarà sulle rilevazioni sui prezzi al consumo di gennaio. In Italia l’inflazione potrebbe scendere a gennaio, a 10% a/a da 11,6% sull’indice nazionale e a 10,7% da 12,3% sull’armonizzato, com’anche nell’Eurozona dove l’inflazione è attesa calare al 9% dal 9,2% di dicembre. In calendario anche i dati sul mercato del lavoro di dicembre, il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile al 6,5%
Ieri in area euro il PIL nel 4° trimestre è cresciuto di 0,1% t/t (1,9% a/a) mentre in Italia è calato di -0,1% t/t (1,7% a/a) dopo sette trimestri di crescita penalizzata dalla frenata della domanda interna. Ci aspettiamo che la fase di debolezza possa proseguire anche a inizio 2023. Restando in Italia il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 7,8% a dicembre mentre la Bank lending survey della BCE ha dipinto un quadro di inasprimento delle condizioni creditizie e di calo della domanda di mutui.
Fonte: BondWorld.it
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