Intesa Sanpaolo – Questa mattina in Germania la produzione industriale è calata più del previsto a dicembre, di -3,1% m/m dopo il +0,4% di novembre.
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In ampia flessione in particolare i beni intermedi (-5,8% m/m), per via dei problemi nella produzione di prodotti chimici, le costruzioni (-8% m/m), condizionate dalle condizioni meteo, e i settori energivori (-6,1% m/m).
In calendario per oggi anche il dato sulla produzione industriale in Spagna, sempre in dicembre, che è attesa in parziale recupero su base congiunturale ma ancora in calo in termini tendenziali.
Ieri in Eurozona le vendite al dettaglio sono calate di -2,7% m/m a dicembre. La più ampia flessione mensile in 12 mesi lascia una pesante eredità statistica negativa anche sul 1° trimestre e suggerisce che i consumi potrebbero frenare il PIL anche a inizio 2023.
Negli Stati Uniti, oggi il focus sarà sul discorso di Powell, che dovrebbe ribadire l’importanza dei dati per la determinazione della politica monetaria e sottolineare che alla prossima riunione il FOMC avrà a disposizione altre informazioni con cui aggiornare le proiezioni macro. Ieri, Daly (San Francisco Fed), ha detto che i nonfarm payrolls sono stati decisamente sorprendenti, ma non hanno modificato il suo scenario, sottolineando che questo è un dato, ma ce ne sono molti altri in arrivo prima della prossima riunione.
In termini di dati, oggi è in uscita la bilancia commerciale di dicembre. Il deficit dovrebbe ampliarsi, a -69 mld da -61,5 mld di novembre, con esportazioni in calo e importazioni in rialzo.
La Reserve Bank of Australia ha alzato come atteso il tasso di interesse di riferimento di 25 punti base, portandolo al 3,35% (un massimo da dieci anni), e ha ribadito la necessità di ulteriori aumenti nei prossimi mesi. Il comunicato è stato più hawkish del previsto.
Fonte: BondWorld.it
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