Intesa Sanpaolo – Il calendario macroeconomico di oggi è povero di dati. In Italia le vendite al dettaglio potrebbero confermare il quadro di debolezza dei consumi privati tra fine 2022 e inizio 2023.
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Ieri la Consumer Expectations Survey di dicembre della BCE ha registrato una stabilizzazione al 5% delle aspettative mediane per l’inflazione nei prossimi 12 mesi (al di sotto dell’inflazione percepita che si è attestata per il terzo mese al 9,9%). Le aspettative a tre anni sono invece tornate al 3% dal 2,9% di novembre.
Secondo Joachim Nagel (Bundesbank), la BCE ha bisogno di ulteriori e significativi rialzi dei tassi, ma a questo punto è corretto procedere con gradualità.
Negli Stati Uniti l’agenda dei dati è vuota. In calendario ci sono invece altri discorsi dalla Fed, di Williams (NY Fed) e di Waller (Board), ultimamente allineati con Powell nel sottolineare i rischi di non fare abbastanza per riportare l’inflazione al 2%.
Ieri, la bilancia commerciale di dicembre ha mostrato un deficit di -67,4 mld, in ampliamento da -61 mld di novembre, sulla scia di un calo delle esportazioni e di un rimbalzo delle importazioni. L’indagine dei Senior Loan Officers di gennaio pubblicata dalla Fed mostra un’ulteriore restrizione delle condizioni del credito a imprese e famiglie, e indicazioni di contrazione della domanda di prestiti, con segnali caratteristici delle fasi recessive.
Powell, nel suo primo discorso dopo i nonfarm payrolls di gennaio, ha dato un messaggio complessivamente hawkish, affermando che saranno necessari altri aumenti dei tassi e la politica monetaria dovrà rimanere restrittiva “per un certo tempo”. Powell ha ripetuto che il focus rimane sui prezzi dei servizi core, che non permettono di dichiarare vittoria sull’inflazione e richiedono pazienza e “tassi più elevati più a lungo”. Kashkari (Minneapolis Fed) ha detto che la restrizione monetaria attuata finora ha avuto effetti modesti sul mercato del lavoro, e i dati per ora non lo inducono a rivedere verso il basso le sue previsioni dei tassi, con un picco a 5,4%.
Fonte: BondWorld.it
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