Intesa Sanpaolo – Nell’area euro, l’unico dato in agenda oggi è quello su commercio estero e prezzi all’import di dicembre in Italia, che potrebbe vedere un calo su base congiunturale più marcato per le importazioni che per le esportazioni;
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il saldo commerciale tornerebbe in positivo dopo 12 mesi in rosso, grazie al calo dei prezzi dell’energia importata.
Ieri nell’Eurozona la produzione industriale è calata di -1,1% m/m (-1,7% a/a) a dicembre, chiudendo il 4° trimestre in contrazione di -0,2% t/t. I dati sulla bilancia commerciale di dicembre hanno mostrato che le esportazioni sono calate più delle importazioni (-4,6% m/m contro -2,9%): il disavanzo commerciale destagionalizzato è quindi tornato ad allargarsi a -18,1 miliardi da -14,4 miliardi di novembre.
Ieri sera, il discorso della presidente BCE Lagarde al Parlamento Europeo ha ripreso senza significative variazioni le espressioni del comunicato del 2 febbraio, confermando l’intenzione di alzare i tassi ufficiali di altri 50pb in marzo e quindi di voler valutare i passi successivi sulla base dell’evoluzione dello scenario, ma mantenendo i tassi a livelli restrittivi per un po’ di tempo. Oggi, ben tre membri del comitato esecutivo (Panetta, Lane e De Guindos) potrebbero toccare temi connessi alla politica monetaria.
Negli Stati Uniti, oggi vengono pubblicati i dati dei nuovi cantieri residenziali di gennaio, attesi ancora in calo, a 1,3 mln da 1,38 mln di dicembre. Anche le licenze dovrebbero proseguire sul sentiero verso il basso, se pure a un ritmo più moderato rispetto a quanto visto nel 2022.
Ieri, le vendite al dettaglio di gennaio hanno sorpreso ampiamente verso l’alto , con una variazione di 3% m/m (6,4% a/a), dopo -1,1% m/m di dicembre. corrispondente a un incremento di 2,5% m/m in termini reali. Le vendite sono in aumento di 2,3% m/m sia per l’aggregato al netto delle auto sia per l’indice al netto della ristorazione. I dati indicano che i consumi nel 1° trimestre dovrebbero essere in netta riaccelerazione e determinare una significativa revisione verso l’alto della crescita nel 2023, con rischi verso l’alto per i tassi.
L’indice Empire della NY Fed a febbraio è risalito a -5,8, da -32,9 di gennaio, pur restando in territorio marginalmente recessivo. La produzione industriale a gennaio è rimasta stabile a gennaio , dopo -0,6% m/m di dicembre e -1% m/m di novembre. Il dato è solo apparentemente debole, perché l’output è salito di 1% m/m nel manifatturiero e di 2% m/m nell’estrattivo. Il CBO ha pubblicato lo scenario di budget per il 2023-33, che prevede un deficit di 1,4 tln nel 2023 (5,4% del PIL), in rialzo fino a 1,9 tln nel 2028.
Fonte: BondWorld.it
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