La Française AM – Il forte calo dei prezzi del gas registrato a partire da metà dicembre ci ha permesso di allontanare lo scenario di una profonda recessione in Europa causata da interruzioni delle forniture energetiche.
A cura di François Rimeu – Senior Strategist, La Française AM
Miglioramento della situazione economica in Europa e in Cina.
Inoltre, le temperature miti ci hanno permesso di rifornire le scorte di gas in un momento in cui di solito le scorte diminuiscono significativamente a causa degli alti livelli di consumo. Tuttavia, le temperature sono scese nuovamente e le scorte hanno ricominciato a diminuire, ma questo non cambia il risultato: i problemi di approvvigionamento sono stati superati per l’inverno 2022 e forse lo saranno anche per il 2023.
Allo stesso tempo, ogni giorno assistiamo ai benefici della riapertura dell’economia cinese, con statistiche sulla mobilità in forte aumento e una volontà politica che non sembra venir meno. Gli ultimi PMI confermano questa ripresa delle attività, soprattutto nel settore dei servizi. Anche se è ancora troppo presto per trarre conclusioni definitive, è molto probabile che le autorità cinesi continueranno in questa direzione. Quali sono le conseguenze della riapertura dell’economia cinese? Nei prossimi mesi si assisterà probabilmente a una forte ripresa dei consumi cinesi, analogamente a quanto avvenuto in Europa e negli Stati Uniti. Il tasso di risparmio in eccesso in Cina è attualmente stimato intorno al 2-4% del PIL cinese, un valore inferiore a quello europeo, ma comunque significativo.
Tutto ciò ha logicamente provocato una ripresa degli indicatori nell’area dell’euro, come il Sentix, l’IFO e lo ZEW, nonché revisioni al rialzo della crescita, come abbiamo visto con le ultime previsioni del FMI. È probabile che queste revisioni al rialzo continuino anche nelle prossime settimane, in contrasto con il livello di pessimismo degli esperti alla fine dello scorso anno.
Allora tutto potrebbe andare per il meglio? Per ora sì. La situazione è innegabilmente migliorata e dovrebbe continuare a farlo nei prossimi mesi, vista la netta ripresa degli indicatori sopra citati. Le esportazioni tedesche, in particolare, dovrebbero beneficiare dell’accelerazione dell’economia cinese.
L’impatto della stretta monetaria sull’economia rimane incerto.
La domanda successiva che ci si pone riguarda l’impatto della stretta monetaria intrapresa dalle banche centrali negli ultimi nove mesi circa. Il ritardo tra le condizioni finanziarie più restrittive e il loro impatto negativo sull’economia non è una variabile nota a priori. I vari studi stimano che questo ritardo possa essere piuttosto prolungato, ovvero tra i 12 e i 36 mesi. Lo scorso dicembre, la Federal Reserve di Kansas City ha condotto uno studio su questo ritardo e stima che negli Stati Uniti potrebbe essere più breve a causa della riduzione del bilancio della Federal Reserve americana.
Tuttavia, la “Bank Lending Survey” pubblicata dalla BCE pochi giorni fa mostra già un certo deterioramento delle condizioni di credito nell’area dell’euro tra il terzo e il quarto trimestre del 2022. Questo deterioramento dell’accesso al credito ha colpito sia le imprese che i consumatori, mentre – non sorprende – il mercato immobiliare è stato maggiormente colpito.
Il contesto non è quindi ancora chiaro per le banche centrali, in particolare per la Banca Centrale Europea, in un contesto di revisioni al rialzo della crescita nel breve termine, di segnali di disinflazione sempre più visibili ma di un’inflazione di fondo ancora troppo elevata, mentre la stretta monetaria sembra aver già avuto un impatto significativo sulle condizioni del credito.
È molto probabile che il dibattito sarà teso durante le prossime riunioni di politica monetaria, in particolare a marzo, con le nuove previsioni macroeconomiche. Tuttavia, continuiamo a propendere per una riduzione dei tassi nel tempo, poiché riteniamo che l’effetto disinflazionistico dovrebbe gradualmente estendersi all’inflazione di fondo.
Previsioni di crescita in aumento nei prossimi mesi, disinflazione sempre più visibile, banche centrali meno restrittive e posizionamento degli investitori non molto aggressivo: tutto questo si dimostra potenzialmente positivo per le azioni.
Il calo dei tassi d’interesse e la volatilità sia dei tassi che delle azioni sono fattori favorevoli al mercato del credito. I fortissimi flussi di inizio anno sono stati notevolmente assorbiti dai mercati. Al momento continuiamo quindi ad avere una visione ottimistica.
Il calo dei prezzi delle materie prime porterà a una forte disinflazione nei prossimi mesi e quindi a banche centrali meno restrittive. Questo risulterà essere un aspetto molto positivo per il mercato dei tassi d’interesse.
Outlook di febbraio
Il rischio a medio termine per la crescita economica permane a causa dell’impatto ancora sconosciuto di politiche monetarie più restrittive. Tuttavia, la nostra visione rimane positiva, dato che l’imminente disinflazione, le banche centrali meno restrittive, la riapertura dell’economia cinese e una posizione di mercato ancora debole, sono tutte tematiche favorevoli nel breve termine.
Fonte: BONDWorld.it
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