Intesa Sanpaolo – Poco fa in Germania la seconda lettura ha confermato che a gennaio l’inflazione è salita all’8,7% dall’8,6% sul CPI e calata al 9,2% dal 9,6% di dicembre sull’IPCA.
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Poco fa in Germania la seconda lettura ha confermato che a gennaio l’inflazione è salita all’8,7% dall’8,6% sul CPI e calata al 9,2% dal 9,6% di dicembre sull’IPCA. Oggi sempre in Germania l’indice IFO è atteso salire a 91,1 a febbraio, da 90,2 il mese scorso. Stimiamo un miglioramento delle aspettative a 87,5 da 86,4, sulla scia del calo dei prezzi energetici. L’indice sulla situazione corrente potrebbe salire anch’esso, a 95 da 94,1 di gennaio. In Francia l’indice di fiducia delle imprese manifatturiere INSEE a febbraio potrebbe riportare un moderato rialzo a 104 da 103; l’indice composito è atteso stabile a 102. Infine, in Italia la seconda lettura dovrebbe confermare che a gennaio l’inflazione è scesa al 10,1%dall’11,6% di dicembre sull’indice nazionale e al 10,9% dal 12,3%sulla misura armonizzata UE.
Ieri in Eurozona l’indice PMI composito a febbraio è cresciuto sopra le attese, a 52,3 da un precedente 50,3, portandosi sui massimi dallo scorso maggio. I progressi sono diffusi a servizi e produzione manifatturiera. Sempre ieri, in Germania l’indice ZEW , che misura le aspettative a 6 mesi di analisti e investitori istituzionali sull’economia, è migliorato per il quinto mese consecutivo a febbraio, a 28,1 da 16,9 precedente.
Negli Stati Uniti, oggi verranno pubblicati i verbali della riunione del FOMC di inizio febbraio che, pur non incorporando le sorprese di gennaio, dovrebbero dare informazioni sulla distribuzione di opinioni riguardo ai timori di persistenza dell’inflazione e al trade-off fra i rischi di restrizione eccessiva o insufficiente. La discussione sul sentiero dei tassi potrebbe includere segnali sulle condizioni richieste per interrompere i rialzi. In generale, il messaggio dovrebbe essere hawkish e sottolineare che le decisioni verranno prese riunione per riunione in base alla totalità dei dati disponibili, indicando che lo scenario centrale della Fed è di inflazione in calo più lento rispetto alle attese di mercato.
Ieri il PMI manifatturiero flash di febbraio ha registrato un modesto miglioramento, a 47,8 da 46,9, con ordini e produzione ancora in territorio recessivo e occupazione in moderata espansione. Il PMI dei servizi ha dato indicazioni più favorevoli, con un incremento a 50,5, al di sopra della soglia di 50 per la prima volta da metà 2022, con miglioramento della nuova attività e ripresa dell’occupazione. I PMI segnalano che il 1° trimestre dovrebbe vedere una crescita moderata, grazie alla tenuta dei servizi, con una domanda di lavoro ancora solida.
Le vendite di case esistenti di gennaio, contrariamente alle aspettative, hanno proseguito sul sentiero di contrazioni per il dodicesimo mese consecutivo, correggendo di -0,7% m/m (-36,9% a/a), a 4 mln da 4,02 mln di dicembre.
Fonte: BondWorld.it
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