Amchor: PCE USA, da febbraio l’economia USA potrebbe tornare verso una moderazione.
A cura di Alvaro Sanmartin, Chief Economist, Amchor
L’inflazione core statunitense di gennaio (misurata dal PCE) è risultata nettamente superiore alle aspettative: 4,7% anno su anno e 0,6% mese su mese.
Questi dati elevati sui prezzi si accompagnano anche a indicatori dell’attività economica (occupazione, vendite al dettaglio…) che tendono a essere robusti da inizio 2023.
Stando così le cose, e se consideriamo esclusivamente i segnali di gennaio (attività economica robusta e pressioni inflazionistiche ancora significative), è logico che nelle ultime settimane il mercato abbia rivisto al rialzo le aspettative di aumento dei tassi della Fed (ora si prevedono altri 3 rialzi).
A sua volta, l’effetto quasi inevitabile è un innalzamento della curva dei rendimenti e una certa sofferenza delle azioni.
Comunque sia, e senza negare il rischio che l’inflazione impieghi più tempo del previsto a moderarsi, continuiamo a ritenere che un atterraggio morbido sia lo scenario più probabile per i prossimi trimestri.
In particolare, non escludiamo affatto che da febbraio in poi si vedano segnali di un ritorno dell’economia statunitense sulla strada della moderazione della domanda e dei prezzi, cosa che potrebbe consentire alla Fed di alzare i tassi un po’ meno di quanto attualmente scontato.
Le ragioni che ci portano a fare questa affermazione sono le seguenti:
– Da un lato, parte dei segnali di forza nell’attività e nei prezzi che abbiamo visto durante il mese di gennaio potrebbero essere dovuti a fattori “transitori”. In primo luogo, problemi di destagionalizzazione (dovuti ai cambiamenti in questi schemi dopo la pandemia); infatti, è possibile che questo tipo di problema abbia distorto verso l’alto i dati sull’attività e sui prezzi di gennaio e che ciò si invertirà a febbraio. In secondo luogo, è anche possibile che parte dei segnali di dinamismo economico apparsi nel primo mese dell’anno siano dovuti all’allentamento delle condizioni finanziarie in atto da novembre. In prospettiva, invece, il nuovo inasprimento delle condizioni finanziarie a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane dovrebbe prima o poi contribuire a moderare le pressioni sulla domanda e sui prezzi (questa settimana, ad esempio, abbiamo assistito ancora una volta a un brusco calo delle richieste di mutui per l’acquisto di abitazioni, dopo diverse settimane di sorprese al rialzo).
– Sul fronte dei prezzi sottostanti, i costi degli alloggi (fondamentalmente gli affitti) dovrebbero presto iniziare a moderarsi su base mensile. A questo proposito, dobbiamo tenere presente che gli affitti sono una componente che un certo peso sugli indici dei prezzi, tanto da esercitare una significativa pressione al ribasso sull’inflazione di fondo nei prossimi mesi, anche se altre componenti in calo da tempo, come le auto usate, recupereranno (come sembra probabile) un certo dinamismo nel resto dell’anno.
Fonte : BondWorld.it
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