Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Indagini di fiducia della Commissione Europea

Intesa Sanpaolo – Questa mattina le indagini di fiducia della Commissione Europea, nonché gli indici Istat in Italia, dovrebbero confermare anche a febbraio il trend di recupero del morale di famiglie e imprese.

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In calendario anche il dato sulla crescita dell’aggregato monetario M3 a gennaio.

Questa settimana nell’area euro il focus sarà sulle stime preliminari di inflazione di febbraio, attese in ulteriore calo nell’Eurozona, in Germania e in Italia. Nel resto della settimana la disoccupazione è vista stabile su livelli molto bassi sia in Germania e Italia, sia nel complesso dell’Eurozona. In Francia è possibile una moderata crescita a gennaio sia per la spesa per consumi che per la produzione industriale. Non escludiamo una possibile lieve revisione al rialzo dei dati sul PIL del 4° trimestre in Francia e Italia. Infine, i dati sul deficit pubblico italiano nel 2021-22 dovrebbero risultare molto più alti del previsto per via di una diversa contabilizzazione dei crediti fiscali.

Secondo il governatore di Banca d’Italia, Visco , le prossime mosse sui tassi BCE “dipenderanno dai dati” e “non possiamo dire se il punto terminale sarà a 3,50%, 3,25% o 3,75%”. Secondo Nagel, non si possono escludere altri significativi rialzi dei tassi dopo quello di marzo.

Negli Stati Uniti, oggi gli ordini di beni durevoli di gennaio dovrebbero registrare una contrazione di -3% m/m. Questa settimana verranno pubblicati gli indici ISM del manifatturiero e dei servizi di febbraio. Per il manifatturiero, i segnali dovrebbero mantenersi deboli, in linea con una flessione dell’attività, mentre nei servizi l’indagine dovrebbe indicare un rallentamento. La fiducia dei consumatori di febbraio dovrebbe essere in modesto miglioramento.

Venerdì, i dati hanno generato nuova volatilità allo scenario economico, con una riaccelerazione dell’inflazione, un boom dei consumi e un tasso di risparmio più elevato in seguito alle revisioni di reddito e spesa dei mesi precedenti. Il reddito personale, in aumento di 0,6% m/m, incorpora una variazione del reddito da lavoro inferiore a quella prevedibile in base alle ore lavorate e all’aumento di occupati, con indicazioni di una probabile revisione verso il basso della settimana lavorativa di gennaio. Un livello sensibilmente più elevato della propensione al risparmio rispetto a prima, aumenta in misura rilevante la capacità di spesa delle famiglie. Le vendite di case nuove a gennaio hanno sorpreso verso l’alto, con il secondo rialzo consecutivo, a 670 mila (7,2% m/m) da 625 mila di dicembre.

Anche sul fronte dell’inflazione le sorprese sono state significative, con un aumento del deflatore e del deflatore core di 0,6% m/m ciascuno, al di sopra delle aspettative e in rialzo rispetto alla media delle variazioni mensili dell’autunno.

Dalla Fed, Bullard (St Louis Fed) ha detto che la situazione attuale è di “disinflazione credibile”, nel senso che la Fed potrebbe essere in grado di riportare l’inflazione sotto controllo con un atterraggio morbido se riuscirà a fare una transizione credibile a un regime di bassa inflazione simile a quello pre-pandemico. Jefferson (Board Fed) ha ribadito che il processo di disinflazione dipende in misura determinante dai servizi core ex-abitazione. I prezzi in questo comparto sono legati all’andamento dei salari, che stanno rallentando ma crescono ancora a ritmi non coerenti con il ritorno dell’inflazione al 2%.

Fonte: BondWorld.it


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