Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Italia l’inflazione potrebbe scendere ancora

Intesa Sanpaolo – Oggi in Italia l’inflazione potrebbe scendere ancora a febbraio, a 8,7% a/a da 10% sull’indice nazionale e a 9,4% da 10,7% sull’armonizzato.

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Di contro la componente “di fondo” (al netto di energetici e alimentari freschi) è attesa ancora in crescita. Nell’Eurozona, dopo le sorprese al rialzo dai dati tedeschi, francesi e spagnoli dei giorni scorsi, ci aspettiamo un’inflazione headline stabile all’8,6%. In calendario anche i dati sul mercato del lavoro di gennaio: vediamo un tasso di disoccupazione stabile al 6,6% in area euro e al 7,8% in Italia.

In Germania a febbraio l’inflazione è risultata stabile all’8,7% a/a sul CPI, mentre è salita al 9,3% a/a dal 9,2% di gennaio sull’indice armonizzato UE. L’inflazione potrebbe tornare a calare da marzo ma lo spaccato preliminare delle componenti suggerisce la presenza di rischi al rialzo sulla dinamica core.

In Italia i dati sull’indebitamento netto della PA per il 2020-21 sono stati rivisti al rialzo e il deficit 2022 è risultato molto più alto di quanto previsto dal Governo qualche mese fa, a causa di una mera questione contabile (il nuovo trattamento dei crediti fiscali da parte di Eurostat). La modifica non ha impatto su saldo di cassa e debito pubblico, che anzi, in rapporto al PIL, è risultato più basso di un punto nel 2022 rispetto al target governativo. L’indice PMI manifatturiero è salito a 52 da 50,4 a febbraio, sui massimi dallo scorso aprile e per il secondo mese al di sopra della soglia d’invarianza.

BCE : mentre il tasso terminale implicito nei prezzi di mercato sale fino a sfiorare il 4%, le dichiarazioni di ieri mostrano un consiglio direttivo diviso sulla strada da prendere dopo marzo.

Negli Stati Uniti, oggi le nuove richieste di sussidi di disoccupazione a fine febbraio dovrebbero mantenersi intorno a 200 mila, sempre in linea con un mercato del lavoro al pieno impiego. Ieri, l’ISM manifatturiero di febbraio ha registrato un incremento solo marginale, a 47,7, da 47,4 di gennaio, al di sotto delle aspettative di consenso e sempre su minimi da maggio 2020. I dati sono in contrasto con le indicazioni positive della produzione manifatturiera di gennaio e con l’aumento degli ordini di beni durevoli, e lasciano per ora irrisolto il contrasto fra le informazioni dei dati e quelli delle indagini.

Dalla Fed, Bostic ha ribadito che, nonostante i recenti segnali di rallentamento, l’inflazione rimane troppo elevata e che il FOMC è determinato a riportarla su un sentiero sostenibile verso il 2%. Bostic ritiene che i tassi debbano arrivare a 5,25% e fermarsi lì per un po’. Kashkari (Minneapolis Fed) ha detto che i salari stanno crescendo a un ritmo non coerente con l’obiettivo della Fed di inflazione al 2%. Secondo Kashkari il compito principale della Fed è ridurre l’inflazione, anche a costo di una recessione.

Il PMI manifatturiero globale è salito in febbraio, sostenuto in particolare dai Paesi emergenti.

Fonte: BondWorld.it


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