Intesa Sanpaolo – Negli Stati Uniti , oggi è in uscita il CPI di febbraio, che sarà determinante, insieme all’evoluzione della turbolenza nel sistema bancario, per l’esito della riunione del FOMC del 22 marzo.
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Il CPI è previsto in aumento di 0,4% m/m sia per l’indice headline sia per quello core. Su base tendenziale, l’inflazione dovrebbe essere in modesto calo, a 6,2% a/a e 5,5% a/a per il CPI headline e quello core, rispettivamente. Dati in linea o superiori alle aspettative metteranno pressione sulla Fed per alzare i tassi di 25pb. Un deterioramento delle condizioni finanziarie in generale, e del sistema bancario in particolare, potrebbero però spingere il Comitato a interrompere i rialzi la prossima settimana.
Oggi in Italia la produzione industriale potrebbe tornare a calare a gennaio, stimiamo di -1,4% m/m, dopo il balzo a sorpresa visto a dicembre, che probabilmente risentiva di effetti di calendario e problemi nei processi di destagionalizzazione dei dati. L’output sarebbe in rotta per un ulteriore calo nel 1° trimestre 2023.
Ieri la bozza di conclusioni dell’Eurogruppo ha mostrato una convergenza di massima alla proposta di riforma delle regole fiscali UE fatta dalla Commissione lo scorso novembre, ma i dettagli per la sua implementazione restano ancora da discutere; oggi il vertice prosegue con l’Ecofin.
Il periodo di silenzio precedente la riunione di politica monetaria implica che non ci sono dichiarazioni di governatori o membri del comitato esecutivo BCE riguardo alle implicazioni della crisi bancaria americana sulle decisioni di giovedì 16. I mercati monetari hanno immediatamente ridotto da 50 a 25pb le aspettative di rialzo, procedendo poi a rimuovere gran parte degli aumenti dei tassi scontati alle riunioni seguenti.
Fonte: BondWorld.it
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