Intesa Sanpaolo – Oggi nell’Eurozona le stime flash di marzo degli indici PMI dovrebbero confermare il quadro di recupero per l’attività economica.
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Il PMI manifatturiero è atteso riavvicinarsi alla soglia d’invarianza, il PMI servizi dovrebbe rimanere su livelli coerenti con una crescita dell’attività nel settore, ma ci aspettiamo una correzione; l’indice composito dovrebbe risultare circa stabile a 51,9 da un precedente 52.
Ieri la stima flash dell’indice di fiducia dei consumatori della Commissione Europea di marzo ha registrato un’inattesa, seppur marginale, correzione a -19,2 da un precedente -19,1 (rivisto da -19). Il comunicato stampa rileva che almeno l’80% delle risposte sono state raccolte prima del fallimento di SVB, suggerendo che difficilmente il morale è stato condizionato in misura significativa dalle recenti tensioni sui mercati finanziari.
Oggi negli Stati Uniti i PMI di marzo (prel.) dovrebbero segnalare persistente debolezza nel manifatturiero, con l’indice a 47,8 da 47,3 di febbraio, mentre nei servizi le indicazioni di espansione marginale visti il mese scorso dovrebbero estendersi, con un rialzo a 51 da 50,6 di febbraio. Gli ordini di beni durevoli di febbraio (prel.) sono previsti in rialzo di 0,6% m/m da -4,5% m/m.
Ieri, le vendite di case nuove di febbraio hanno mostrato un rialzo a 640 mila, da 633 mila di gennaio (rivisto verso il basso), segnando il terzo aumento consecutivo e indicando una possibile stabilizzazione del mercato immobiliare residenziale.
In Giappone, il CPI al netto degli alimentari freschi a febbraio ha segnato una variazione di 3,1% a/a, da 4,2% a/a di gennaio, grazie all’entrata in vigore dei sussidi pubblici ai prezzi dell’energia. L’inflazione dovrebbe proseguire su un trend in calo per tutto l’anno, verso l’1% a/a in autunno. I PMI flash di marzo registrano modesti miglioramenti, con l’indice per il manifatturiero a 47,4 da 45,3 e quello dei servizi a 54,2 da 54. Il PMI composito, a 51,9, è in territorio espansivo per il terzo mese consecutivo.
Ieri, come atteso, la Bank of England ha alzato i tassi di 25pb, a 4,25%, anche questa volta con una maggioranza di 7 su 9 (Dhingra e Tenreyro hanno ancora dissentito votando per tassi fermi). Per quanto riguarda le prossime mosse, la BoE ha mantenuto la stessa formulazione impiegata alla precedente riunione di febbraio, indicando che è pronta ad alzare ancora i tassi nel caso in cui i dati diano evidenza di pressioni inflazionistiche più persistenti. Ha comunque spiegato che gli sviluppi recenti non forniscono un indirizzo chiaro. La prossima decisione dipenderà pertanto sia dai dati – e da qui alla prossima riunione dell’11 maggio uscirà una tornata abbondante – sia dall’evoluzione delle condizioni del sistema bancario. Un altro eventuale rialzo, di 25pb, che il mercato ora sconta pienamente entro l’estate, dovrebbe comunque essere, molto probabilmente, l’ultimo.
Anche la SNB ha alzato i tassi come da attese ieri, da 1,00% a 1,50% alla luce del deterioramento del quadro inflazionistico, confermando anche la disponibilità a intervenire sul mercato dei cambi se necessario. Altri rialzi rimangono probabili, ma il minor livello di inflazione in Svizzera rispetto all’area euro dovrebbe comunque mantenere i tassi SNB inferiori a quelli della BCE.
Infine, la Norges Bank ha alzato i tassi, come da attese, da 2,75% a 3,00%, ma ha rivisto ancora verso l’alto il sentiero atteso dei prossimi rialzi alla luce dell’ulteriore deterioramento del quadro inflazionistico. La NB si aspetta di alzare ancora i tassi alla prossima riunione del 4 maggio portandoli verso 3,50% entro l’estate.
Fonte: BondWorld.it
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