germania - francoforte 1

La ripresa dell’attività indstriale in Germania si va consolidando

Area euro
– Germania. Rivediamo al rialzo la nostra stima per l’IFO di aprile a 99,0 da un precedente 98,1, sulla base delle indicazioni particolarmente …..

incoraggianti dal PMI manifatturiero e ZEW. Si tratta, comunque, di un miglioramento più contenuto che in marzo quando l’indice ha guadagnato circa 3 punti. La valutazione sulla situazione corrente potrebbe tornare (95,5) circa in linea con la media di lungo termine (95,6). Ma anche l’indice delle aspettative potrebbe migliorare ancora nel mese di aprile. Il dato segnala che la ripresa dell’attività industriale in Germania si va consolidando già a partire dal trimestre in corso.

Belgio. L’indice sintetico della Banca del Belgio potrebbe migliorare a -3,0 da un precedente -3,6, un ritmo più blando che a marzo. L’indice è tornato al di sopra della media di lungo termine nel manifatturiero, ma rimane su livelli depressi nel commercio al dettaglio e costruzioni.

Francia. La spesa per consumi è rimbalzata in marzo di +1,2% m/m dopo due mesi penalizzati dal venir meno dell’effetto incentivi sulle vendite di auto. La dinamica trimestrale rimarrebbe comunque in rotta per una contrazione di circa due punti. Il dato sulle vendite al dettaglio suggerisce una forte debolezza dei consumi in Francia all’inizio di quest’anno e supporta la nostra previsione di un rallentamento della crescita del PIL. Nella restante parte dell’anno i consumi dovrebbero recuperare quota, ma contribuiranno meno alla crescita di quanto non abbiano fatto nel periodo 2000-07, quando crescevano in media del 2,5%. Le prospettive occupazionali sono meno brillanti e la politica fiscale non potrà offrire respiro.

Stati Uniti

– Gli ordini di beni durevoli a marzo sono previsti in aumento di 0,1% m/m, dopo +0,9% m/m (rivisto da 0,5% m/m) di febbraio. Il rallentamento di marzo dovrebbe essere dovuto a un calo degli ordini per la difesa. Gli ordini al netto dei trasporti dovrebbero vedere una dinamica più sostenuta (+0,5% m/m, dopo +1,4% m/m di febbraio).

– Le vendite di case nuove a marzo dovrebbero aumentare a 320 mila da 308 mila di febbraio, spinte dalla fine degli incentivi fiscali e dopo la correzione in atto ininterrottamente da ottobre 2009.

Ieri sui mercati

La crisi greca sta avendo ripercussioni ad ampio raggio sui mercati. Il calo dei rendimenti sul Bund per ora continua ad essere frenato intorno a 3,05%, ma gli scenari ribassisti sono rinforzati dalle ripercussioni che negli ultimi giorni si stanno osservando anche sugli spread di Spagna, Italia e soprattutto Portogallo. Le conseguenze sono già importanti sui mercati valutari, dove l’euro ha rotto la soglia di 1,3256 dollari e potrebbe ora calare fino a 1,27. Da segnalare che l’allargamento dei CDS comincia a toccare anche le banche: l’indice Datastream dei CDS a cinque anni settoriali è salito ieri a 155pb, 26pb più della scorsa settimana.

Area Euro

Dilaga la sfiducia nei confronti del debito greco, con il mercato che ormai sconta nei prezzi una ristrutturazione. L’ultima tempesta ha avuto due cause prossime: l’incertezza sul punto di partenza dei saldi di finanza pubblica (Eurostat ha rivisto le stime di deficit e debito 2009) e il declassamento operato da Moody’s da A2 ad A3, con l’avviso che “è improbabile che il rating rimanga ad A3, a meno che le azioni del governo non riescano a ripristinare la fiducia dei mercati”.

Il PMI composito area euro è aumentato più delle attese ad aprile, toccando un livello di 57,3 da un precedente 55,9, si tratta del massimo dal giugno 2007. Il miglioramento interessa sia il manifatturiero (con l’indice che è passato a 57,5 da un precedente 56,6) che i servizi (57,3 da 55,9). Il dato è coerente con un consolidamento della ripresa nei mesi primaverili. Si rileva il forte aumento dei prezzi pagati nel manifatturiero (72,9 da 66,9, massimo dal luglio 2008) che chiaramente riflette il calo dell’euro a fronte dei rincari dei prezzi delle commodities. Nei servizi, meno esposti alla volatilità del cambio, i prezzi salgono a 54,1 da 52,9. I prezzi praticati tornano in territorio positivo (a 53,3 da 49,9) nell’industria, mentre rimangono su livelli più depressi nei servizi (47,8).

Stati Uniti

Il PPI a marzo registra un aumento di 0,7% m/m (6% a/a). L’indice core aumenta di 0,1% m/m (0,9% a/a). L’aumento dell’energia è di 0,7% m/m (benzina: +2,1% m/m); anche più ampio l’aumento degli alimentari (+3,4% m/m, +12,5% a/a).

I nuovi sussidi di disoccupazione scendono a 456 mila nella settimana conclusa il 17 aprile, da 480 mila della settimana precedente. I dati continuano a risentire delle distorsioni di calendario dovute alla Pasqua.

Le vendite di case esistenti a marzo aumentano a 5,35 milioni di unità ann. (+6,8% m/m, 16,1% a/a), da 5,01 milioni di unità ann. di febbraio.

I prezzi delle case rilevati con l’indice FHFA scendono di 0,2% m/m (-3,4% a/a) a febbraio, con contrazioni diffuse a diverse aree geografiche.


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