Intesa Sanpaolo – Oggi in area euro il PPI dovrebbe calare per il secondo mese a febbraio, stimiamo di -0,4% m/m da -2,8% di gennaio (13,4% a/a da 15%), trainato quasi esclusivamente dalla riduzione dei prezzi dell’energia e dei beni intermedi.
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Poco fa in Germania i dati sul commercio estero di febbraio hanno mostrato un rimbalzo dell’import (+4,6% m/m) ed un ulteriore aumento per l’export (+4% m/m).
Ieri nell’Eurozona le stime finali degli indici PMI manufatturieri di marzo hanno registrato lievi revisioni rispetto alle letture preliminari: 47,3 (+0,2) in area euro, 47,3 (-0,4) in Francia e 44,7 (+0,3) in Germania; tutti i principali indici sono in calo rispetto ai dati di febbraio. In Italia e in Spagna gli indici PMI di marzo sono rimasti in territorio espansivo (rispettivamente a 51,1 e 51,3), grazie all’aumento della produzione e al calo dei prezzi degli input.
Negli Stati Uniti, oggi non ci sono dati di rilievo in agenda.
Dalla Fed, Bullard (St Louis Fed) ha detto che la banca centrale ha gli strumenti macroprudenziali per controllare lo stress finanziario e la politica monetaria per combattere l’inflazione e potrà continuare a fare entrambe le cose, purché lo stress non si trasformi in una crisi conclamata. A suo avviso, c’è una probabilità dell’80% che lo stress bancario si riduca.
Ieri, l’ISM manifatturiero di marzo è calato più delle attese, scendendo a 46,3, minimo da maggio 2020, da 47,7 di febbraio e segnalando contrazione dell’attività per il quarto mese consecutivo. Per ora non vengono riportate ricadute evidenti dalla crisi bancaria.
Oggi, dopo 10 rialzi consecutivi, la Reserve Bank of Australia ha lasciato invariato al 3,6% il tasso di riferimento, dichiarando l’intenzione di prendere tempo per valutare l’impatto dei passati aumenti dei tassi
Fonte: BondWorld.it
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