Intesa Sanpaolo – Oggi in area euro i PMI flash di aprile dovrebbero confermare un quadro di crescita moderata a inizio primavera: stimiamo un rimbalzo del PMI manifatturiero a 48,5 da un precedente 47,3 e una lieve correzione a 54,8 da 55 del PMI servizi
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Il PMI composito è atteso poco variato a 53,9 da 53,7 precedente.
Ieri in area euro l’indice di fiducia dei consumatori di aprile della Commissione Europea è salito più del previsto a -17,5 da un precedente -19,1, rimanendo comunque al di sotto dei livelli toccati prima dello scoppio della guerra in Ucraina e al di sotto della media di lungo periodo. A febbraio le esportazioni sono tornate a crescere dopo due mesi di calo (+1,2% m/m) mentre le importazioni sono calate per il sesto mese (-3,4% m/m). Il disavanzo commerciale destagionalizzato si è sostanzialmente azzerato, il saldo non destagionalizzato ha registrato un surplus per la prima volta da settembre 2021. In Francia l’indice INSEE di fiducia delle imprese è calato a sorpresa di un punto a 102 ad aprile. La flessione è spiegata dalla seconda correzione consecutiva per manifattura (101 da 104) e servizi (103 da 105), a fronte di una stabilità nelle costruzioni e di un miglioramento nel commercio al dettaglio. In calo di due punti anche l’indice sull’occupazione, che si conferma peraltro su livelli espansivi.
Il resoconto della riunione BCE di politica monetaria conferma che in marzo la maggioranza del consiglio direttivo era a favore di una separazione tra la valutazione dell’opportuno posizionamento della politica monetaria e dei rischi di instabilità finanziaria.
Oggi negli Stati Uniti il PMI manufatturiero flash ad aprile dovrebbe mantenersi in territorio marginalmente recessivo, scendendo a 49,1 da 49,2 di marzo, con una stabilizzazione degli ordini poco sotto 50 e un ulteriore indebolimento dell’indice occupazione, da 51,9 di marzo. Il PMI dei servizi è previsto sempre in area espansiva, se pure su un livello marginalmente inferiore, a 52 da 52,6 di marzo, con l’occupazione e la nuova attività ancora sopra 50.
Dalla Fed, L. Mester (Cleveland Fed) ha detto che i tassi dovranno salire al di sopra del 5%, anche se per ora è incerto quanta restrizione sarà necessaria e per quanto tempo sarà opportuno mantenerla. Harker (Philadelphia Fed) ha confermato che “ulteriore restrizione” potrebbe essere necessaria per raggiungere la stabilità dei prezzi. Anche Harker ha affermato che una volta raggiunto il picco i tassi dovrebbero restare elevati per fare agire la politica monetaria. Harker, come Mester, prevede che l’inflazione tornerà al 2% solo nel 2025.
Ieri, l’indice della Philadelphia Fed di aprile è calato ulteriormente in territorio recessivo, scendendo a -31,3, minimo da maggio 2020, da -23,3 di marzo. Gli indici di ordini e consegne restano ampiamente negativi, mentre per l’occupazione si segnala stagnazione. Gli indici di prezzo proseguono sul trend verso il basso, con indicazioni di normalizzazione su livelli in linea con la media pre-pandemica. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione al 15 aprile sono salite a 245 mila da 240 mila della settimana precedente, confermando il graduale trend verso l’alto in atto da febbraio e segnalando che il mercato del lavoro potrebbe essere in fase di svolta.
In Giappone, il CPI al netto degli alimentari freschi a marzo è aumentato di 0,3% m/m e 3,1% a/a, in linea con la variazione di febbraio. Il trend dovrebbe rimanere verso il basso per gran parte del 2023, con un minimo in autunno vicino a 1% a/a
Fonte: BondWorld.it
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