Intesa Sanpaolo – Oggi in area euro non vi sono dati di rilievo in calendario. Ieri in Italia la produzione industriale è calata a sorpresa a marzo, di -0,6% m/m dal -0,2% di febbraio, registrando la terza flessione consecutiva.
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Su base annua (corretta per gli effetti di calendario), l’output è diminuito ulteriormente a -3,2% dopo il -2,3% di febbraio.
Negli Stati Uniti oggi i dati in agenda, PPI di aprile e nuovi sussidi di disoccupazione, non dovrebbero modificare il quadro di prezzi alla produzione in aumento moderato e di rallentamento della domanda di lavoro.
Ieri, il CPI ad aprile è aumentato di 0,4% m/m (4,9% a/a), dopo 0,1% m/m del mese precedente. L’indice core ha registrato una variazione di 0,4% m/m, come a marzo, segnalando una stabilizzazione dei rialzi da inizio 2023. I prezzi dei beni core e dei servizi ex-energia hanno prezzi in aumento di 0,6% m/m e 0,4% m/m, rispettivamente. La variazione tendenziale, a 5,5% a/a (da 5,6% a/a di marzo) indica stabilizzazione dell’inflazione su livelli elevati.
Oggi in Gran Bretagna le attese sono per un rialzo di 25 pb alla riunione BoE (con rischi verso l’alto), che porterebbe il bank rate a 4,50%.
In Cina l’inflazione dei prezzi al consumo di aprile è scesa più delle attese di consenso (Bloomberg: 0,3% a/a), portandosi a 0,1% a/a da 0,7% a/a in marzo, spinta al ribasso da un effetto base favorevole ma anche dal calo dei prezzi dei beni. L’inflazione core è stabile a 0,7% a/a (+0,1% m/m). La deflazione dei prezzi alla produzione si è intensificata, passando da -2,5% a/a in marzo a -3,6% a/a in aprile. La riapertura e il miglioramento atteso nel mercato del lavoro dovrebbero continuare ad alimentare un aumento dell’inflazione dei servizi e, in misura minore, dei beni non alimentari, soprattutto nella seconda parte dell’anno, ma l’inflazione totale non dovrebbe superare il 3% per fine anno.
Fonte: BondWorld.it
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