Intesa Sanpaolo – Oggi in area euro non ci sono dati di rilievo in calendario, ma nel pomeriggio sono in agenda interventi da parte di Isabel Schnabel e Christine Lagarde (BCE), e a mercati chiusi è atteso il pronunciamento di Moody’s sul rating del debito sovrano dell’Italia (attualmente Baa3 con outlook negativo).
Intesa SanPaolo
Poco fa in Germania il PPI è cresciuto di +0,3% m/m in aprile: si tratta del primo aumento in termini congiunturali da settembre 2022. Su base annua il PPI ha decelerato per il settimo mese consecutivo, portandosi al 4,1% dal 6,7% precedente (4,8% da 7,9% al netto dell’energia): si tratta di un minimo da oltre due anni. Sia pure in rallentamento rispetto ai mesi precedenti, restano molto elevati i prezzi degli alimentari (+0,5% m/m, 13,6% a/a).
Anche negli Stati Uniti oggi il calendario è privo di indicatori rilevanti, ma il discorso di Powell sarà al centro dell’attenzione.
Powell dovrebbe toccare brevemente il tema del limite del debito , ripetendo che la Fed non sarebbe in grado evitare le conseguenze drammatiche di un superamento del limite del debito. Sul fronte dei tassi, Powell dovrebbe riaffermare che alla riunione di giugno il Comitato probabilmente discuterà una pausa per i tassi, ma segnalare anche che la decisione verrà presa sulla base della totalità delle informazioni, con un bias restrittivo, alla luce del fatto che inflazione e mercato del lavoro sono ancora motivo di preoccupazione.
I discorsi recenti danno un quadro di ampia dispersione di opinioni riguardo alla necessità di alzare ancora i tassi. Ieri, Logan (Dallas Fed) ha detto che a suo avviso non c‘è ancora evidenza sufficientemente convincente di calo dell’inflazione. Secondo Logan, i dati in uscita nelle prossime settimane potrebbero suggerire una pausa, ma per ora le informazioni disponibili non sono sufficienti per giustificare tassi fermi. Bullard (St Louis Fed) ha detto che parteciperà alla prossima riunione con “una mente aperta”, ma ha ribadito la propria posizione secondo cui tassi più elevati sarebbero un’assicurazione contro i rischi di un’inflazione persistentemente elevata. Invece, Jefferson (membro del Board, nominato per la posizione di vice-presidente Fed) ha detto che ci potrebbero essere argomenti per alzare i tassi, ma ha sottolineato anche che la crescita sta rallentando per via della restrizione monetaria, che agisce con ritardi lunghi.
Ieri, i dati del bilancio della Fed al 17 maggio hanno mostrato un marginale correzione dei prestiti alla finestra di sconto e un incremento di 3,9 mld del Bank Term Funding Program, oltre a un’ampia contrazione del portafoglio di titoli del Tesoro. Dal lato del passivo, il bilancio è influenzato dall’avvicinarsi del limite del debito, con un nuovo ampio aumento delle riserve, +55 mld, e contrazioni del conto di tesoreria (-86,5 mld) e dei reverse repo.
Le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione al 13 maggio sono calate a 242 mila da 264 mila della settimana precedente. Il trend verso l’alto dei sussidi non viene interrotto dalla correzione di metà maggio, nonostante la flessione della settimana scorsa, che mantiene i dati sui livelli elevati visti ad aprile.
L’indice della Philadelphia Fed a maggio è risalito da -31,3 a -10,4 segnalando persistente contrazione dell’attività nel settore manifatturiero, con ordini e consegne sempre in territorio recessivo, anche se su livelli modestamente più elevati.
In Giappone, il CPI ad aprile è aumentato di 0,6% m/m, 3,5% a/a. Al netto degli alimentari freschi, l’indice è in rialzo di 0,7% m/m e 3,4% a/a, in accelerazione da 3,1% a/a di marzo.
Fonte: BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


