Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Francia l’indice INSEE di fiducia manufatturiera

Intesa Sanpaolo – Oggi in Francia l’indice INSEE di fiducia manufatturiera dovrebbe rimbalzare a 103 a maggio da un precedente 101, dopo che le letture dei mesi precedenti erano state influenzate dall’effetto degli scioperi contro la riforma delle pensioni.

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Poco fa in Germania il dato sul PIL del 1° trimestre del 2023 è stato rivisto al ribasso, da zero a a -0,3% t/t (-0,5% a/a), dopo che già a fine 2022 era stata registrata una contrazione dell’attività economica (-0,5% t/t). Il dettaglio per componente di domanda mostra un contributo positivo da investimenti (+2,8% t/t) ed esportazioni nette, più che compensato da un calo dei consumi sia privati (-1,2% t/t) che pubblici (-4,9% t/t). L’ indice GfK di fiducia dei consumatori tedeschi (dato preliminare di giugno) è salito per l’ottavo mese consecutivo, a -24,2 da -25,8 (rivisto da -25,7).

Ieri in Germania l’indice IFO è calato in maggio per la prima volta dopo sei mesi consecutivi di rialzi, a 91,7 da un precedente 93,4. La flessione è stata guidata dal deterioramento delle attese, crollate a 88,6 da 91,7 di aprile, mentre la situazione economica attuale del Paese è peggiorata solo marginalmente a 94,8 da 95,1 precedente. Sia l’IFO e che i PMI stanno segnalando un’ampia divergenza tra manifattura in contrazione e servizi in crescita; continuiamo ad aspettarci una sostanziale stagnazione dell’economia tedesca in media d’anno nel 2023 (con rischi al ribasso).

Oggi negli Stati Uniti la seconda stima del PIL del 1° trimestre è prevista invariata rispetto alla lettura advance , a 1,1% t/t ann. Da monitorare con attenzione, inoltre, i nuovi sussidi di disoccupazione, alla luce del loro ruolo di indicatore anticipatore affidabile delle recessioni.

Ieri, i verbali della riunione del FOMC di maggio, come atteso, hanno confermato la dispersione di opinioni riguardo a una possibile pausa nel sentiero dei tassi. Il Comitato era unanime nel ritenere appropriato un rialzo a maggio, ma era diviso nella valutazione dei rischi e della necessità di ulteriori interventi. Nel complesso, però, c’era una maggioranza secondo cui probabilmente non sarebbe necessario intervenire ancora rispetto al gruppo orientato ad alzare ancora.

Waller (Board Fed) ha detto di essere favorevole a un altro rialzo a giugno o a luglio, alla luce dello scarso progresso sul fronte dell’inflazione.

Sul fronte caldo del limite del debito, ieri Yellen ha ripetuto che “appare quasi certo che non saremo in grado di superare l’inizio di giugno”.

Fonte: BondWorld.it


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