Intesa Sanpaolo – Oggi la BCE annuncerà un nuovo rialzo dei tassi di 25pb. Ci attendiamo che la dichiarazione di politica monetaria indichi come probabile un ulteriore rialzo alla riunione di luglio e che vi sia una limatura della previsione di crescita prevista nel 2023 e nel 2024.
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In Francia la seconda lettura dovrebbe confermare che in maggio i prezzi al consumo sono calati di -0,1% m/m sia sull’indice armonizzato che su quello nazionale, per un’inflazione annua in rallentamento al 5,1% dal 5,9% sul CPI e al 6% dal 6,9% sull’IPCA.
Ieri nell’area euro la produzione industriale di aprile è rimbalzata dell’1% m/m, dopo il crollo di marzo (-3,8% m/m), riportando la dinamica tendenziale in territorio debolmente positivo, a 0,2% dal -1,4% del mese precedente. La crescita congiunturale è dovuta quasi esclusivamente al volatile dato irlandese (+21,5% m/m dal -27% registrato a marzo) e al rimbalzo dei beni strumentali (+14,7% m/m da -15,2% precedente). L’attività produttiva nell’industria è attesa rimanere debole nei prossimi mesi.
Negli Stati Uniti, la riunione del FOMC si è conclusa, come atteso, con tassi fermi a 5,25%, ma anche con una sorpresa hawkish per il picco dei tassi. La mediana dei fed funds previsti a fine 2023, a 5,6%, sconta altri due rialzi entro fine anno, con previsioni piuttosto concentrate, segni di un consenso diffuso per più di un rialzo. La svolta è prevista nel 2024, con 100pb di tagli. Il rialzo di luglio appare ormai come un dato di fatto, ma quello successivo è molto più incerto, a nostro avviso. Tuttavia, con una guidance così esplicita e convinta per ancora due rialzi, su un orizzonte di meno di sei mesi, alziamo la nostra previsione per il picco dei fed funds a 5,75%. Prevediamo una svolta a gennaio 2024, e un sentiero verso il basso più rapido di quello atteso dal FOMC, con riduzioni di 125pb l’anno prossimo.
Oggi, le vendite al dettaglio di maggio sono previste in calo di -0,3% m/m, sulla scia della frenata del comparto auto. Al netto delle auto le vendite sono attese in rialzo moderato, con una variazione di 0,3% m/m in termini nominali e marginalmente negative in termini reali.
La produzione industriale a maggio dovrebbe registrare un aumento di 0,2% m/m. Le ore lavorate nel manifatturiero sono calate di -0,1% m/m, pertanto la produzione nel settore dovrebbe essere circa invariata.
L’indice Empire della NY Fed è previsto in modesto miglioramento a -15,5 a giugno, da -31,8 di maggio, con indicazioni di persistente, moderata recessione. L’indice della Philadelphia Fed di giugno è atteso a -9,5, da -10,4 di maggio.
Ieri, il PPI di maggio è calato di -0,3% m/m, grazie all’ampio contributo negativo dell’energia. L’indice core ha registrato una variazione di 0,2% m/m, come ad aprile.
In Cina i dati di maggio sono stati di nuovo inferiori alle attese di consenso, segnalando un rallentamento tendenziale dell’attività economica rispetto ad aprile. Gli investimenti fissi nominali sono rallentati a 2,2% a/a in maggio da 3,9% a/a in aprile, spinti al ribasso da una contrazione degli investimenti immobiliari, degli investimenti privati e da una moderata decelerazione degli investimenti delle imprese pubbliche e del settore manifatturiero. La produzione industriale ha registrato un rallentamento da 5,6% a/a in aprile a 3,5% a/a in maggio, con una decelerazione diffusa a tutte le tipologie di imprese. Le vendite al dettaglio nominali sono rallentate da 18,4% a/a in aprile a 12,7% a/a in maggio, sia pur registrando un’accelerazione della dinamica congiunturale a 0,4% m/m da 0,25% m/m in aprile. Infine, sempre a maggio, il tasso di disoccupazione urbano è rimasto invariato al 5,2%.
Fonte: BondWorld.it
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