Intesa Sanpaolo – Nell’area euro il focus della settimana sarà sulle indagini di fiducia di giugno.
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Gli indici PMI e le rilevazioni dell’INSEE in Francia sono attese confermare la divergenza in atto tra la contrazione manifatturiera e la tenuta dei servizi, mentre il morale dei consumatori nell’Eurozona potrebbe beneficiare del calo delle aspettative d’inflazione. La produzione nelle costruzioni è vista tornare a crescere ad aprile.
Oggi non ci sono dati di rilievo in calendario. Venerdì in area euro la seconda lettura ha confermato il calo dell’inflazione a maggio, a 6,1% dopo la risalita al 7% di aprile (con prezzi stabili nel mese). Anche l’indice “core BCE” (al netto di alimentari freschi ed energia) non ha subito revisioni, attestandosi al 6,9% da 7,3% di aprile. In Italia la stima finale dell’inflazione di maggio è stata rivista al ribasso di un decimo, all’8% (+0,3% m/m), sull’indice armonizzato e confermata al 7,6% (+0,3% m/m) sulla misura nazionale; ad aprile l’inflazione era all’8,2% sul NIC e all’8,7% sull’IPCA. L’indice al netto di energetici e alimentari freschi è calato lievemente, al 6% (rivisto al ribasso di un decimo rispetto alla stima preliminare), dal 6,2% a/a di aprile.
In area euro nel 1° trimestre la crescita del costo del lavoro ha decelerato a sorpresa al 5% a/a da 5,6% del trimestre precedente. Il rallentamento risulta diffuso ai salari orari (4,6% a/a da 5%) e alla componente non salariale (6,2% a/a da 7,4%), mentre le rilevazioni sulle paghe per occupato e sul costo del lavoro per unità di prodotto (rispettivamente in accelerazione a 5,2% a/a da 4,8% e a 5,8% a/a da 4,5%) confermano la presenza di pressioni al rialzo sui salari.
Le dichiarazioni dei governatori dell’Eurosistema successive alla riunione di politica monetaria BCE non evidenziano una chiara propensione ad alzare ancora i tassi dopo luglio: in generale, tutti si attengono al principio che le decisioni dipenderanno dall’evoluzione dei dati, sebbene con sfumature diverse. Attualmente i mercati scontano un picco di 4,0% per il DFR, conseguito a novembre. Oggi sono attesi interventi da parte di Lane, Schnabel e De Guindos.
Oggi negli Stati Uniti i mercati sono chiusi per la festività di Juneteenth e non ci sono rilevazioni in calendario. Questa settimana i dati non dovrebbero modificare il quadro macro. Sul fronte del mercato immobiliare residenziale a maggio, le vendite di case esistenti dovrebbero essere poco variate e i nuovi cantieri sono attesi in modesto rialzo. Gli indici PMI flash di giugno dovrebbero confermare i segnali di marginale recessione nel manifatturiero e di espansione moderata nei servizi.
Venerdì, la fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a giugno è salita a 63,9, da 59,2 di maggio, con miglioramenti sia delle condizioni correnti sia delle aspettative. Le aspettative di inflazione a 1 anno sono scese a 3,3% da 4,2% di maggio, toccando il minimo da marzo 2021. Sull’orizzonte a 5 anni, le aspettative, a 3%, restano all’interno dell’intervallo di fluttuazione 2,9%-3,1% in vigore da quasi 2 anni.
Dalla Fed, è iniziato il flusso di discorsi post-riunione del FOMC. Barkin (Richmond Fed) ha detto che non è ancora convinto della discesa dell’inflazione verso il 2% e ha segnalato il suo bias a favore di altri rialzi dei tassi.
Fonte: BondWorld.it
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