Intesa Sanpaolo – Nell’area euro il focus della settimana entrante sarà sulle stime preliminari sui prezzi al consumo a giugno: l’inflazione è attesa in calo in Italia, Francia e nel complesso dell’Eurozona (a 5,8% a/a), mentre in Germania si dovrebbe assistere ad un temporaneo rialzo per via di effetti base sfavorevoli nei servizi.
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Le indagini di fiducia nazionali in Germania e Italia, nonché quelle della Commissione Europea, dovrebbero confermare un quadro di crescita debole nei mesi centrali dell’anno, mentre i dati occupazionali sono attesi riportare un tasso di disoccupazione poco variato, su livelli ancora storicamente molto contenuti. In Francia la spesa per consumi potrebbe rimbalzare parzialmente a maggio dopo tre mesi di calo.
Oggi l’unico dato di rilievo in calendario è l’indice IFO tedesco, visto circa stabile a giugno a 91,8, un livello ancora ampiamente al di sotto della media di lungo termine. È probabile che le attese per i prossimi mesi tornino a migliorare a 89,5 da 88,6, mentre potrebbe vedersi un ulteriore lieve peggioramento dell’indice sulla situazione corrente, a 94,4 da 94,8.
Venerdì nell’Eurozona il PMI composito è calato assai più del previsto a 50,3 a giugno da 52,8 (sui minimi dallo scorso gennaio). Flessioni si sono registrate sia nella manifattura (a 43,6 da 44,8, ai minimi dal 2009 se si escludono i mesi del 1° lockdown nel 2020) che nei servizi (a 52,4 da 55,1), che pur restando su livelli espansivi mostrano chiari segnali di decelerazione. Il dato segnala un aumento significativo dei rischi al ribasso sul ciclo nel 2° semestre. In Spagna il PIL del 1° trimestre è stato rivisto al rialzo a 0,6% da 0,5% t/t della stima preliminare, portando la crescita tendenziale al 4,2% dal 2,6% di fine 2022.
Dalla BCE, anche Makhlouf (Irlanda) e De Cos (Spagna) hanno sostenuto un rialzo dei tassi a luglio ma non si sono sbilanciati su che cosa accadrà dopo, e il vice-presidente de Guindos non ha escluso che i rialzi dei tassi continuino dopo luglio. Oggi prende avvio il forum annuale della BCE a Sintra: è atteso in serata il discorso di apertura da parte di Christine Lagarde, cui seguiranno nei prossimi giorni interventi da parte di numerosi esponenti del Consiglio Direttivo.
Negli Stati Uniti oggi non ci sono dati di rilievo in calendario. Questa settimana il focus sarà sul deflatore core di maggio, che dovrebbe essere in rialzo di 0,3% m/m (4,6% a/a), con probabili segnali di moderazione per i servizi core ex-abitazione. Sempre per maggio, la spesa personale dovrebbe essere in rialzo modesto in termini nominali e in marginale calo in termini reali, mentre il reddito personale dovrebbe crescere a un ritmo relativamente sostenuto grazie alla dinamica occupazionale solida. Le vendite di case nuove dovrebbero correggere a maggio, in linea con la debolezza dei nuovi cantieri e delle domande di nuovi mutui. La fiducia dei consumatori a giugno dovrebbe risalire, sulla scia della fine della crisi del debito. La stima finale del PIL del 1° trimestre dovrebbe registrare una variazione di 1,4% t/t ann.
Venerdì, i PMI flash di giugno hanno sorpreso verso il basso. Per il manifatturiero, l’indice è sceso a 46,3, minimo da 6 mesi, da 48,4, con ampie correzioni anche per la produzione e, soprattutto, per gli ordini. I prezzi di acquisto sono in calo al ritmo più rapido da maggio 2020 e i prezzi di vendita proseguono sul trend di rallentamento. Nei servizi, il PMI è sceso a 54,1 da 54,9, confermando un’espansione ancora robusta, con incrementi per gli ordini, l’occupazione e i prezzi. L’indice composito è sceso a 53 da 54,3 di maggio e segnala che il ciclo americano rimane in mano ai servizi.
Dalla Fed, proseguono i segnali di visioni diverse nel FOMC riguardo ai tassi. Bostic (Atlanta Fed) ha detto che il livello attuale dei fed funds è moderatamente restrittivo e dovrebbe essere sufficiente a riportare l’inflazione al 2% nel tempo. Secondo Daly (San Francisco Fed) una previsione di altri due rialzi quest’anno sia ragionevole, ma non certa.
Fonte: BondWorld.it
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