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AXA IM – Banche centrali: il picco è davvero in vista?

AXA IM La Bank of England “ha fatto il suo dovere”: ora il governo deve mantenere la fermezza fiscale. Pensiamo che lo farà.


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A cura di Gilles Moëc, AXA Group Chief Economist and Head of AXA IM Research


  • Alcune riflessioni sulla ribellione del Gruppo Wagner.
  • C’è molto che bolle in pentola per i “falchi” ora, ma le prove che l’economia si stia rallentando continuano ad accumularsi.

Anche se la presunta conclusione della ribellione del Gruppo Wagner lascia Putin indebolito ma ancora al potere, l’episodio dovrebbe ricordarci che non esiste uno scenario facile in cui un accordo di pace anche solo vagamente favorevole all’Ucraina possa coesistere con la stabilità in Russia, e che le alternative più evidenti a Putin si trovano nel campo nazionalista. L’Occidente si schiera “nel lungo periodo” al fianco dell’Ucraina nella guerra e nella gestione delle sue conseguenze.

Negli ultimi mesi, la guerra in Ucraina era scomparsa dal radar macroeconomico. Al momento, le possibilità di evitare una replica delle tensioni estreme sui prezzi dell’energia nel corso dell’anno sono considerevoli. La quota della Cina sulle esportazioni statunitensi di GNL non si è ripresa, lasciando dunque spazio all’Europa per ricostituire le proprie scorte. Alla scorsa settimana, le riserve di gas dell’UE rappresentavano il 75% della capacità di stoccaggio, 20 punti in più rispetto allo stesso periodo del 2022.

L’aumento di 50 punti base deciso dalla BoE, che segue un’ennesima sorpresa al rialzo sull’inflazione, è un tentativo di ripristinare la credibilità della Banca Centrale stessa. Una domanda chiave per il Regno Unito è ora come il governo – attuale e futuro – affronterà la domanda sociale di sostegno fiscale per compensare i danni di una recessione che sarà il risultato naturale delle ultime decisioni della Bank of England. Tuttavia, riteniamo che il Primo Ministro Sunak e il Cancelliere Hunt riusciranno a resistere a questa tentazione e saremmo sorpresi se l’opposizione laburista si prendesse delle libertà con l’osservanza delle norme fiscali nel manifesto elettorale dell’anno prossimo. Il Regno Unito è ora sotto stretta sorveglianza da parte dei mercati, ma una posizione fiscale salda dovrebbe contribuire ad evitare una deriva più significativa nei rendimenti.

Le dichiarazioni da “falco” della Fed, la ripresa dei “rialzi giganteschi” nel Regno Unito e la fine della pausa in Australia e Canada stanno creando l’impressione che stia arrivando una generale ondata di ulteriori inasprimenti nell’economia globale, smentendo le speranze che il “picco” sia in vista. Tuttavia, continuiamo a vedere nuove crepe nell’andamento della domanda aggregata. L’ultimo crollo del PMI dell’Eurozona è un’altra prova in tal senso.

Fonte: BondWorld.it


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