Intesa Sanpaolo – In area euro la settimana entrante vedrà la pubblicazione dei primi dati di produzione industriale di maggio, attesi mostrare una modesta crescita in Germania e Francia.
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Sempre a maggio, le vendite al dettaglio nell’Eurozona sono viste poco variate per il secondo mese consecutivo. Il calo delle materie prime dovrebbe spingere la tendenza annua del PPI dell’area euro in territorio negativo per la prima volta da fine 2020.
Oggi nell’Eurozona la stima finale degli indici PMI manifatturieri di giugno dovrebbe confermare il contesto recessivo per il settore in tutte le principali economie dell’Eurozona; in Italia la prima lettura è attesa registrare un calo a 45,2 da 45,9.
Venerdì la stima flash dell’inflazione nell’area euro ha visto un rallentamento superiore alle attese a 5,5%, ma l’inflazione core è salita da 5,3% a 5,4%, e l’indice che esclude energia e alimentari freschi è calato solo di un decimo al 6,8%.
Negli Stati Uniti , questa settimana è densa di dati ed eventi cruciali. Sul fronte dei dati, il mercato del lavoro di giugno dovrebbe mostrare un significativo rallentamento della dinamica occupazionale, in linea con le indicazioni recenti dei nuovi sussidi e con l’indebolimento delle posizioni aperte, delle dimissioni e con il rialzo dei licenziamenti. Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile a 3,7% e i salari orari sono previsti ancora in rialzo di 0,3% m/m. Il deficit della bilancia commerciale di maggio è previsto in ampliamento a -89 mld da -74,6 mld di aprile. Sul fronte degli eventi, i verbali della riunione del FOMC di giugno saranno importanti per valutare la compattezza del consenso a favore di altri due rialzi emerso con l’aggiornamento del grafico a punti. I verbali dovrebbero anche delineare in maggiore dettaglio le condizioni per il proseguimento del sentiero dei tassi verso l’alto.
Oggi l’ISM manifatturiero a giugno è previsto a 47,2 da 46,9 di maggio, con indicazioni recessive in linea con le altre indagini del settore. La spesa in costruzioni a giugno dovrebbe aumentare di 0,4% m/m (dopo 1,2% m/m di maggio) e rallentare ulteriormente nei prossimi trimestri.
Venerdì, la spesa personale a maggio ha registrato un lieve aumento di 0,1% m/m, dopo il balzo di 0,6% del mese precedente, spinta dai servizi (+0,4% m/m) a fronte di una correzione dei beni (-0,5% m/m). Il reddito personale è cresciuto di 0,4% m/m e il tasso di risparmio è tornato sui livelli di marzo, al 4,6% dopo la flessione a 4,3% di aprile. Il deflatore ha registrato un aumento di 0,1% m/m (3,8% a/a) per l’indice headline e di 0,3% m/m (4,6% a/a) per quello core.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’University of Michigan a giugno (finale) è risalita a 64,4 dalla lettura preliminare di 63,9 e dal 59,2 di maggio; le condizioni correnti hanno registrato un balzo a 69, rimanendo comunque su livelli ampiamente inferiori alla media storica. L’indagine ha registrato un rallentamento delle aspettative di inflazione (ai minimi da marzo 2021 sull’orizzonte di 1 anno).
In Giappone , l’indice Tankan è migliorato sia per le imprese manifatturiere (+5), sia per quelle non manifatturiere (+23), segnalando anche un miglioramento delle intenzioni a investire.
In Cina, il calo del PMI manifatturiero Caixin (50,5) è stato meno ampio delle attese. L’occupazione sta rallentando e si raffreddano ulteriormente le pressioni sui prezzi di vendita.
Fonte: BondWorld.it
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