Intesa Sanpaolo – Oggi non sono in calendario indicatori macroeconomici di rilievo.
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Poco fa in Germania i dati sul commercio estero di maggio hanno mostrato una crescita dell’import (+1,7% m/m) ed una lieve flessione per l’export (-0,1% m/m), con un conseguente calo dell’avanzo commerciale destagionalizzato a 14,4 miliardi dai 16,5 miliardi di aprile.
Ieri la stima finale dell’indice PMI manifatturiero di giugno per l’Eurozona ha registrato una revisione verso il basso (a 43,4 da 43,6: si tratta di un minimo da maggio del 2020), e in Italia la prima lettura ha visto un calo superiore alle attese (43,8 da 45,9 di maggio). Le indagini anticipano un’ulteriore frenata della manifattura europea nel trimestre estivo.
Nagel (Bundesbank) ha dichiarato ieri che sarà necessario ridurre di molto il bilancio della BCE, ma che allo stesso tempo non c’è fretta di tornare a un sistema di corridoio per la gestione dei tassi monetari.
In Italia, il fabbisogno del settore statale a giugno si è attestato a 13,2 miliardi, rispetto ai 7,1 dell’anno scorso. Nel primo semestre, il fabbisogno è stato pari a 95 miliardi, in deciso aumento rispetto ai 43 miliardi del primo semestre 2022. Il dato non appare coerente con il target governativo a 113 miliardi per l’intero anno.
Oggi negli Stati Uniti i mercati sono chiusi per la festività di Independence Day. Ieri l’ISM manufatturiero a giugno ha sorpreso al ribasso, scendendo a 46 da 46,9 di maggio, a seguito dei marcati peggioramenti nella produzione e nell’occupazione. La spesa in costruzioni a maggio è aumentata per il terzo mese consecutivo, di 0,9% m/m rispetto allo 0,4% del mese precedente, trainata dalla componente residenziale.
Il PMI manifatturiero globale è sceso in giugno da 49,6 a 48,8. L’aggregato mostra un quadro di debolezza degli ordini, riduzione delle scorte, calo della produzione e tendenza alla riduzione dei prezzi.
Fonte: BondWorld.it
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