Intesa Sanpaolo – Questa mattina in Germania gli ordinativi all’industria di maggio hanno mostrato un marcato recupero di +6,4% m/m, dopo il crollo di marzo e la crescita marginale di +0,2% m/m in aprile (rivista al rialzo da -0,4%).
Intesa SanPaolo
Se escludiamo gli ordini su larga scala la crescita è stata di +3,2% m/m.
Oggi in Eurozona le vendite al dettaglio potrebbero risultare pressoché ferme per il secondo mese a maggio: stimiamo un marginale progresso di 0,1% m/m dopo la stagnazione del mese precedente.
Ieri in area euro il PPI è calato per il quinto mese consecutivo a maggio, di -1,9% m/m (-1,5% a/a), per via, come nei mesi precedenti, dei minori prezzi di energia e beni intermedi; la variazione annua è scesa in territorio negativo per la prima volta da dicembre 2020, a -1,5%. La Consumer Expectations Survey di maggio della BCE ha registrato il secondo calo consecutivo delle aspettative d’inflazione a 12 mesi, a fronte di una stabilizzazione su livelli elevati per quelle a 3 anni (al 2,5%).
Sempre nell’Eurozona la stima finale dell’indice PMI composito di giugno ha visto una revisione al ribasso a 49,9 da 50,3 preliminare (e da 52,8 il mese prima), un livello compatibile con una stagnazione del PIL tra fine primavera e inizio estate. Le prime stime dei PMI servizi sono risultate decisamente inferiori alle attese sia in Spagna (53,4 da 56,7 di maggio) che in Italia (52,2 da 54), dove l’indice è sceso a un minimo dallo scorso febbraio. Il PMI composito italiano è calato a 49,7 da 52 del mese precedente.
In Francia la produzione industriale ha sorpreso al rialzo, crescendo di 1,2% m/m a maggio (+1,5% a/a) dopo lo 0,8% m/m del mese precedente, spinta più dalla normalizzazione dei fattori di offerta (fine degli scioperi, calo dei prezzi dell’energia, riassorbimento dei colli di bottiglia) che da una ripresa della domanda.
Il governatore di Banca d’Italia, Visco, ha dichiarato ieri che non comprende e non condivide “osservazioni anche di recente avanzate che spingerebbero a preferire il rischio di essere più, anziché meno, restrittivi”; Visco propugna “un atteggiamento simmetrico” per “contenere le ricadute sul reddito e preservare la stabilità finanziaria”.
Ieri durante la presentazione del Budget per il 2024 il ministro delle finanze tedesco ha annunciato il ritorno alla “normalità fiscale”, dopo tre anni di politiche fiscali espansive. A partire dal prossimo anno tornerà il tetto del debito, sospeso con lo scoppio della pandemia, e si vedrà un marcato ridimensionamento dell’indebitamento netto, che sarà di soli 16,6 miliardi.
Negli Stati Uniti i verbali della riunione del FOMC di giugno hanno confermato che “quasi tutti” i partecipanti erano favorevoli ad una breve pausa per meglio valutare l’impatto dei precedenti aumenti dei tassi sull’economia, mentre “alcuni” avrebbero preferito un aumento di 25 pb. Lo staff ritiene che la possibilità che l’economia continui a crescere lentamente, evitando una recessione, è ora quasi altrettanto probabile quanto lo scenario di base di una lieve recessione. La maggioranza dei partecipanti reputa che siano opportuni altri aumenti dei tassi entro la fine dell’anno, e che l’approccio dipenderà ancora una volta dai dati.
Ieri Williams (New York Fed) ha detto che mantenere i tassi fermi a giugno è stata la scelta corretta e che i dati avvalorano l’idea che la Fed possa avere bisogno di alzare ulteriormente i tassi nei prossimi mesi.
Oggi l’ISM dei servizi a giugno dovrebbe essere poco variato a 50,5, da 50,3 di maggio, in linea con quanto emerso dalle altre indagini. Il deficit della bilancia commerciale di maggio dovrebbe essere in aumento a -89 mld, dopo il -74,6 mld di aprile. Gli occupati non agricoli privati rilevati a giugno dalla stima ADP sono previsti dal consenso in rialzo di 180 mila unità, dopo le 278 mila di maggio.
Fonte: BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


