Intesa Sanpaolo – Il resoconto della riunione BCE di politica monetaria del 14-15 giugno ha mostrato un qualche disagio per i livelli elevati e crescenti delle aspettative di inflazione a lungo termine nei mercati.
Intesa SanPaolo
Le proiezioni di crescita del PIL dello staff erano considerate ottimistiche e soggette a prevalenti rischi verso il basso. Riguardo all’inflazione, l’opinione prevalente era che non ci fossero ancora sufficienti prove di una svolta. Inoltre, anche solo conseguire le previsioni dello staff avrebbe richiesto due rialzi dei tassi, ma secondo alcuni “il previsto ritorno dell’inflazione al 2% verso la fine del 2025 potrebbe essere considerato troppo tardivo”.
Ieri nell’Eurozona la produzione industriale è cresciuta di un modesto 0,2% m/m a maggio. Il secondo incremento consecutivo non è sufficiente a recuperare il crollo di marzo che lascia l’output in rotta per una contrazione nel 2° trimestre; ci aspettiamo che il settore continui a frenare la crescita anche nei prossimi 3-6 mesi.
In Francia la seconda lettura ha confermato che in giugno i prezzi al consumo sono cresciuti di +0,2% m/m sia sull’indice armonizzato che su quello nazionale, con un’inflazione annua in rallentamento al 4,5% dal 5,1% sul CPI e al 5,3% dal 6% sull’IPCA.
Oggi nell’Eurozona non sono in calendario market mover di rilievo. In Italia verranno pubblicati i dati sul commercio estero di maggio, dopo che i numeri preliminari relativi ai soli Paesi extra-UE avevano evidenziato nel mese una correzione per l’import a fronte di un recupero per l’export. La Banca d’Italia pubblica il Bollettino Economico trimestrale, che conterrà l’aggiornamento delle previsioni sull’economia italiana.
Oggi negli Stati Uniti la fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a luglio (prel.) dovrebbe aumentare a 65,2, da 64,4 di giugno, sulla scia di minori preoccupazioni per il sentiero dell’economia e una crisi del limite sul debito oramai alle spalle.
Ieri il PPI di giugno ha registrato una variazione inferiore al previsto, di 0,1% m/m (0,1% a/a) dal -0,4% di maggio, trainato soprattutto dal rimbalzo dell’energia (0,7% m/m rispetto al -6,8% del mese precedente). Anche l’indice core è aumentato di 0,1% m/m (2,4% a/a), in linea con la variazione di maggio, evidenziando tuttavia un marcato calo dei prezzi dei servizi di trasporto (-0,9% m/m). I dati sul PPI, dopo quelli sul CPI, aggiungono evidenza di un graduale raffreddamento delle pressioni inflazionistiche, diffuso anche agli indici core.
Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione all’8 luglio hanno sorpreso le attese calando a 237 mila unità, in diminuzione di 12 mila unità rispetto alla settimana precedente.
Sul fronte Fed, Daly (San Francisco Fed) ha detto che l’economia ha ancora slancio, e che la Fed dovrebbe inizia a dirigersi verso il tasso di interesse neutrale via via che l’inflazione si avvicina al target del 2%. Waller si è espresso a favore di altri due aumenti dei tassi Fed da 25pb quest’anno.
Fonte: BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


