abrdn Questa sarà una di quelle riunioni della Fed in cui l’attenzione si concentra meno sulle azioni e più sulle parole.
James McCann, Vicecapo economista di abrdn
Un rialzo di 25 punti percentuali sembra ormai scontato, come ben anticipato nella riunione precedente. Ma come potrebbero cambiare i segnali di politica futura della banca centrale sulla scia dell’incoraggiante rallentamento dell’inflazione a giugno?
Non crediamo che la Fed si lasci prendere troppo la mano in questa fase, dato che in passato si è lasciata fuorviare da falsi segnali di rallentamento dell’inflazione. Powell continuerà probabilmente a segnalare che l’inflazione resta troppo alta, il mercato del lavoro troppo rigido e che probabilmente sarà necessario un ulteriore inasprimento per riportare la crescita dei prezzi verso il target in modo sostenibile.
Nonostante queste premesse, riteniamo che il rialzo di luglio sarà l’ultimo del ciclo, in quanto l’effetto delle passate strette monetarie peserà sempre di più sull’attività statunitense nella seconda metà di quest’anno. Pensiamo ancora che questo freno culmini in una recessione verso la fine dell’anno. Ma se l’economia dovesse rimanere più resistente, dovrebbero esserci maggiori possibilità di un atterraggio morbido a fronte di sviluppi più incoraggianti sul fronte dell’inflazione.
Fonte: BONDWorld.it
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